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Zedda nuovo leader nazionale della Sinistra Italiana: quella col Pd

by sergio
27 Giugno 2017
in il-diavolo-sulla-sella, rubriche
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“Chi ha distrutto la sinistra se ne vada, fate autocritica e dimettetevi”, questo il clamoroso invito di Zedda e altri 300 vendoliani ai leader della Sinistra Italiana.  Massimo Zedda nuovo leader nazionale di un partito nuovo: questa la prospettiva all’orizzonte. Attenzione, non della Sinistra Italiana sostenuta da Michele Piras, quella che si isola, non governa con il Pd a livello nazionale e ha portato ai modesti risultati delle ultime amministrative in città importanti come Torino. Ma una nuova sinistra che sarà alleata con il Partito Democratico per riproporre in campo nazionale il modello vincente di Cagliari, dove il centrosinistra unito ha stravinto al primo turno. Si va insomma verso un nuovo partito sulle ceneri di Sel. La notizia è stata anticipata da Next Quotidiano e da un documento pubblicato su Repubblica. Con la firma d’autore proprio di Zedda, che insieme al senatore Luciano Uras, a Sandro Serreli e altri trecento militanti vendoliani dalla Sardegna si ribella:: “Si rivolge a «Nichi» perché batta un colpo e freni la deriva «ambigua e confusa» che alle comunali ha portato a un risultato modesto e a un grande disorientamento: Fassina candidato al Campidoglio ha ottenuto il 4,4% e Giorgio Airaudo a Torino il 3,3%. Con formidabili assist ai 5Stelle. Tutto è scritto in un «documento politico» che oggi sarà pubblico e che è stato mandato anche a Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, in attesa di una adesione. Un altro destinatario sarà Luigi De Magistris, il riconfermato sindaco di Napoli. È un atto d’accusa alla vigilia dell’assemblea nazionale di Sinistra italiana sabato, a Roma.

La bocciatura è netta: «SI è un’operazione che si sostanzia all’interno delle aule parlamentari- si legge su Nq- si muove in modo centralistico e irrituale partendo dal presupposto, rivelatosi infondato, dell’unità a sinistra. Di fatto è un’operazione fredda, che non unisce ma aumenta la divisione tra progressisti e democratici e al voto inevitabilmente fallisce, mettendo a rischio la cultura di sinistra in questo paese». E poi viene ricordata la «posizione confusa e contraddittoria» ai ballottaggi, invitando chi al voto per i 5Stelle, chi all’astensionismo o alla scheda bianca”. Insomma, si può dire che per tanti autorevoli esponenti di Sel il progetto di Piras, D’Attorre e altri è già naufragato: è esistito solo nelle loro menti, festeggiato da Piras con foto di birre e sigarette, con risultati politici decisamente modesti dei quali alle prossime politiche dovranno rendere conto ai loro elettori. 

Zedda punta al centrosinistra con il Partito Democratico, e per lui la strada maestra sono le alleanze che hanno portato alla vittoria a Cagliari e a Milano. Una posizione su cui si può discutere, sempre tenendo presente che la leadership della coalizione è contendibile con le primarie.  Next Quotidiano aggiunge: “Ecco, la questione della leadership strettamente intrecciata con quel che accadrà. In pole position ci sono lo stesso Zedda e Giuliano Pisapia. Ma bisogna vedere come si mettono le cose, se la strada segnata di sciogliere Sel per un partito politico più ampio e movimentista sarà percorsa o muore sul nascere. SI dovrebbe fare il congresso a fine anno, dopo lo scioglimento anche formale di Sel a cui Vendola ha dato il via libera. Preso dalla vita familiare con il compagno Ed e il bimbo da poco nato, Nichi si è tenuto fuori da ogni dibattito. Ora viene chiamato in causa. «Dobbiamo ricostruire una cosa bella e importante come Sel con un progetto che collega la sinistra, la libertà e l’ambiente. Chi ha prodotto il disastro in cui la sinistra si trova, ne prenda atto e dica di avere sbagliato», aggiunge Uras su Next Quotidiano.  Ogni riferimento a politici come Michele Piras, che puntavano invece sulla Sinistra Italiana alternativa al Pd, è puramente casuale. E lo hanno dimostrato i numeri polari delle ultime elezioni amministrative. 

 
 
Tags: Cagliarimichele pirasselsinistra italianazedda
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