Sposato, due figli, il suo è l’unico stipendio che entra in casa. Milleottocento euro al mese, dai quali ne vanno tolti oltre cinquecento per il mutuo: “Peggio che pagare un affitto”, ammette, sconsolato, Vincenzo Olla. Quarantotto anni, di Quartu, c’è anche lui nella lunghissima lista dei portuali che, a partire dal primo maggio, pian piano rischiano di perdere il lavoro. “Non posso credere che non ci sia una soluzione, la nostra società portuale ha sempre fatto utili. Il ministro Toninelli ha risolto i problemi al porto di Gioia Tauro, può fare qualcosa anche per noi”, dice Olla. “Questa è una situazione figlia di anni e anni di totale immobilismo di tutte le istituzioni”.
“Il presidente del Consiglio Conte, quello regionale Solinas, il ministro Salvini. Chiedo aiuto a tutti”, afferma il quarantottenne, “in tutto il mondo stanno aprendo i porti e solo a Cagliari lo vogliono chiudere? Se non ci sarà una soluzione partirò fuori, per mia moglie e i miei due figli significherà dover fare sacrifici inenarrabili per tirare avanti”.





