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Viktoriya Elena, l’ucraina innamorata della Sardegna: “In palestra, ecco come si allenano le donne forti”

by Gianfranco Carboni
24 Ottobre 2019
in hinterland, il-diavolo-sulla-sella
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Viktoriya Elena, l’ucraina innamorata della Sardegna: “In palestra, ecco come si allenano le donne forti”
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Buongiorno Viktoriya Elena Sklyar, si può raccontare? 
Sono nata in Ucraina, in Sardegna ci sono arrivata a vent’anni, ho conosciuto una bellissima terra e un bellissimo popolo e non sono più ripartita. Devo dire che il mio paese di nascita non mi manca. Ho conosciuto il mio compagno tre giorni dopo l’inizio di quella vacanza da turista ed anche lui continua a farmi amare “l’isola dei quattro mori, la nostra isola perché ora è anche la mia terra.
Da quando fai attività sportiva e che sport hai praticato?
Ricordarlo e raccontarlo oggi mi fa sorridere, quando andavo a scuola l’educazione fisica era per me un incubo, cercavo in ogni modo di evitarla, era odiosa, una perdita di tempo. Nel 2002 con mio compagno, mi iscrissi in “palestra” e da allora è stato una escalation: oltre il body building, bicicletta, equitazione, beach tennis (di cui sono stata campionessa sarda nel singolo). L’attività fisica e sportiva è divenuta una passione ed è centrale nel mio odierno stile di vita. La sala pesi è stato l’inizio, continua tutt’oggi, perché ho apprezzato il fatto che il fisico rispondesse all’attività ginnica. Una cosa devo ribadire: non ho fatto mai il cosiddetto allenamento femminile, che coinvolgeva solo la parte inferiore del corpo ma un allenamento che cercasse l’ipertrofia di tutti i muscoli.
Gli sport al coperto sono di “moda” poi passano dall’attualità alla decadenza. La sala pesi, invece, non ha soluzione di continuità è sempre attuale, vi sono ragioni oggettive secondo te?
Tempo, libertà di allenarsi come vuoi, quando vuoi ed all’ora che vuoi. Poi, nella nuova dicitura, a mio avviso corretta, di “ginnastica con sovraccarichi” la ritengo una pratica fisica completa. Al di là dei macchinari, sempre più frequenti nelle sale, i bilancieri, i manubri e gli esercizi fondamentali come squat, tirate al mento, panca, piegamenti puoi farli in ogni luogo. Come capitato spesso a me, non ridere, persino con blocchetti di cemento o con una anguria gigante o confezione di acqua da 12 lt. Se non mi alleno non sto bene, non si tratta di tempo o di chi sa cosa fare altrimenti, perché basta volerlo e lo fai. Andando ad allenarti, non  come sento dire vado in palestra per poi stare 1 ora o 2 ore attaccati al telefonino.
Un tempo era frequentata da pochissime atlete “la PALESTRA”, in alcune da nessuna. Oggi è cambiato qualcosa?
Vero, prima l’allenamento di donne e uomini era molto diverso. Le donne non cercavano come dicevo l’ipertrofia muscolare con un esercizio di 20/30 ripetizioni con bassissimi carichi, con lo scopo di dimagrire o tonificare alcune zone del corpo. Era improponibile ….. ad una atleta lo squat libero con bilanciere, stacchi da terra, oggi, le donne si allenano come gli uomini.
Una domanda che spesso capita di sentire è: le donne si devono allenare in sala pesi come i maschi?
Sarà la mia passione e la forza di volontà che ci metto, ci vado anche se sto barcollando uscendo da lavoro ma so che dopo l’allenamento sto meglio di come sono arrivata. Certo, come i maschi.
Un’ultima domanda, a piacere come negli esami?
Il povero Franco Columbu un mito, che ci ha lasciato, l’ho conosciuto nel 2016 ad un seminario sulla alimentazione nel body builder Ripeto un mito, una persona da emulare a lui va un mio pensiero.
Gianfranco Carboni
Tags: Elenapalestra
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