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Home area-vasta

Uta, colloquio negato in carcere: il familiare ritarda di 10 minuti

by Redazione Cagliari Online
22 Giugno 2017
in area-vasta, hinterland
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“E’ assurdo che un presunto ritardo di 10 minuti sull’orario d’ingresso per effettuare un colloquio con un detenuto possa impedire a un familiare di incontrare un parente ristretto. L’increscioso episodio, che si è verificato nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, è costato al parente un viaggio a vuoto di oltre 560 chilometri tra andata e ritorno”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” sottolineando che “si tratta di un episodio che fa riflettere sulla necessità di una maggiore elasticità nelle disposizioni soprattutto quando le distanze sono ragguardevoli e esistono oggettive difficoltà a raggiungere la Casa Circondariale di Cagliari-Uta ubicata nell’area industriale senza adeguate indicazioni stradali”.

“L’uomo, residente a Olbia, afferma di aver raggiunto la struttura detentiva intorno alle 13,10 convinto che l’orario d’ingresso, come aveva appreso in precedenza, fosse fino alle 13.15. Giunto davanti all’ingresso però – sottolinea Caligaris – ha saputo che il limite di accesso era stato anticipato alle 13. Nonostante abbia fatto presente la sua situazione e la distanza di provenienza, si è visto negare l’ingresso e sconcertato non ha potuto far altro che tornare a casa”.

“E’ evidente che, aldilà delle disposizioni relative agli orari, è preferibile evitare situazioni così assurde e tenere nella massima considerazione il disagio che i familiari devono affrontare per poter trascorrere un’ora con un parente privato della libertà. L’auspicio è che episodi come questo non si verifichino più anche perché il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la legge sull’ordinamento valorizzano l’azione rieducativa e risocializzante della relazione costante con i familiari. Un po’ di buon senso – conclude la presidente di SDR – avrebbe evitato amarezza e sconcerto”.

Tags: carcerecolloquio negatouta
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