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Un corsetto salvavita, l’invenzione di alcuni ricercatori di Cagliari

by Redazione Cagliari Online
23 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico
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Escursioni ad alta quota, itinerari di trekking estremo in località isolate e impervie. Ancora, gite nelle suggestive calette disseminate lungo la costa della Sardegna e raggiungibili solo via mare oppure percorrendo tortuosi e scoscesi sentieri. Attività queste molto apprezzate e praticate dai turisti, ma che mal si conciliano con l’imprevisto sempre in agguato delle crisi cardiorespiratorie e il tempestivo trasporto del malcapitato nel più vicino ospedale o centro medico attrezzato.

 

Ora però a scongiurare e ridurre il pericolo di vita arriva il “Remote and Touristic Rescue” ovvero un corsetto salvavita di pronto intervento e diagnosi a distanza tramite tecnologia bluetooth frutto del lavoro di un’equipe di ricercatori dell’Università di Cagliari, coordinata dal PhD Dottor Antonio Crisafulli, medico dello sport, del PhD Prof. Andrea Manuello Bertetto, ingegnere aerospaziale e con la consulenza del Prof. Alberto Concu Consulente onorario del Laboratorio di Fisiologia degli Sport ed ex Ordinario di metodi e didattiche delle attività sportive nell’Ateneo cagliaritano.

 

I risultati della lunga ricerca svolta in collaborazione tra il Dipartimento Scienze Mediche e Ingegneria dell’Università di Cagliari, sul progetto pilota “R&T Rescue dispositivo meccanotronico inossidabile per la diagnostica e la tele-assistenza sanitaria in aree turistiche” come pure il primo prototipo realizzato, saranno presentati al pubblico nel corso di un convegno in programma venerdì 25 settembre, dalle ore 10:00, presso il Caesar’s Hotel in via Charles Darwin, 2/4 a Cagliari.

 

All’intensa giornata di lavori coordinati da Dottor Antonio Crisafulli, medico dello sport con il Prof. Andrea Manuello Bertetto e moderata Prof. Alberto Concu si alterneranno prestigiosi relatori ed esperti in materia che tratteranno di emergenze cardiorespiratorie, robotica umanoide e telemedicina.

 

Ideato dopo lunghe e attente osservazioni sulle sofisticate apparecchiature utilizzate dalla NASA per monitorare lo stato di salute ed efficienza fisica degli astronauti in orbita nello spazio, il “Remote and Touristic Rescue” è stato realizzato pensando alla medicina turistica. E’ un vero e proprio salvavita portatile adattabile a tutte le taglie anche extra large che grazie a un dispositivo robotico dotato di contatti elettrici da applicare sulla cute del paziente, permette di tracciare l’elettrocardiogramma, la portata cardiaca, la ventilazione polmonare, inoltre uno stetoscopio elettronico incorporato può rilevare i toni cardiaci e i rumori respiratori e ancora la percentuale di saturazione di ossigeno del sangue.

 

Tutti questi parametri cardiorespiratori vengono inviati in tempo reale tramite piattaforma di telemedicina e tecnologia bluetooth, a un centro medico o in un ospedale attrezzato. “Sulla base dei dati fisiologici vitali ricevuti – spiega Alberto Concu, amministratore di 2C Technologies e spin off dell’Università di Cagliari – il centro medico può inviare a chi assiste in loco la persona in crisi acuta, preziose e precise indicazioni di primo soccorso nell’attesa che in paziente arrivi all’ospedale”.

 

Sebbene l’R&T Rescue – progetto finanziato nell’ambito dell’intervento INNOVA.RE con i Fondi Por FESR 2007-2013 – sia allo stato attuale soltanto un prototipo, risultano evidenti anche tra i non addetti ai lavori, la validità e la qualità della ricerca Accademica made in Sardinia, così pure la grande utilità e i potenziali ambiti d’applicazione di questo corsetto strumentato.

 

“Uno degli ostacoli maggiori è superare la distanza tra il mondo della ricerca Accademica e quello della produttività – riprende il Prof. Alberto Concu – purtroppo qui nell’isola non abbiamo avuto molti riscontri con aziende in grado di passare alla fase produttiva del corsetto. Ma considerando la grande utilità dell’R&T Rescue ci sono buone speranze che il progetto superi i confini dell’isola e oltre Tirreno le aziende in grado di costruirlo non mancano di sicuro. Il mio più grande auspicio è che questo dispositivo salvavita diventi un equipaggiamento standard per le aziende turistiche, centri di soccorso, villaggi vacanze e altro ancora. Un’apparecchiatura che possa essere utilizzata anche da un bagnino, una guida turistica, un autista o più in generale personale non medico addestrato all’uso e tutto questo si può tradurre nella possibilità di salvare una vita “.

 

La partecipazione al Convegno organizzato dalla Sardinia meeting Srl Consulenza, organizzazione, servizi Congressuali e Formativi, è libera e gratuita.

Tags: Cagliaricorsetto salvavitaricercatori
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