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Saverio, odissea in ospedale a Cagliari: “Mano piena di bolle per colpa dell’ago infilato fuori vena”

by Paolo Rapeanu
1 Maggio 2018
in cagliari
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“Gliel’ho detto più volte che le mie vene sono difficili da trovare, ma loro hanno inserito l’ago per far arrivare la sostanza reagente lo stesso, ma era fuori vena. Un dolore atroce”. Saverio Papisca ha 71 anni, vive a Sestu e ha una ciste a un rene. Il 27 aprile scorso è andato al Santissima Trinità per fare una Tac. Un’operazione semplice che, a detta dell’uomo, si è trasformata in un’odissea bella e buona: “Ho detto agli infermieri che le mie vene sono difficili da trovare, hanno tentato per circa un’ora. È intervenuto anche un anestesista, dopo che mi hanno inserito l’ago cannula mi hanno fatto sdraiare sul lettino. Ho subito sentito un pizzicore, poi è arrivato il dolore. La sostanza reagente è andata fuori vena, loro si sono giustificati dicendo che si era rotta la vena”, dice Saverio, “ma non è così. Mi hanno mandato a casa dicendomi di fare qualche impacco di acqua calda, ma poi sono comparse le bolle sulla mano sinistra”. E inizia il calvario del 71enne.
“Sono stato al Policlinico di Monserrato, sei ore di attesa per sentirmi dire di ritornare a casa e tenere il braccio alzato, null’altro. Ma le bolle sono cresciute, allora sono andato al Brotzu e, dopo nove ore di attesa, mi hanno detto di andare al Marino per una consulenza. Sono stato lì solo la mattina dopo, mi hanno fatto scoppiare le bolle con un ago e ora ho la mano tutta fasciata. Dovrò tornare lì tra dieci giorni”, racconta Saverio. “Farò sicuramente una querela e mi muoverò anche a livello civile per chiedere i danni. Ho detto chiaramente agli infermieri e ai medici che, se avessero bucato la mia pelle in quel punto del braccio mi avrebbero provocato danni. Spero che la mia mano possa guarire, il rischio di una necrosi di pelle o tendini è abbastanza alto”.
Tags: Cagliarisaverio
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