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Sardegna, il mondo dei precari della scuola scende in piazza: “Pochi posti per i docenti sardi”

by Redazione Cagliari Online
9 Marzo 2019
in area-vasta
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Si mobilita il 12 marzo il mondo della scuola sarda insieme al resto d’Italia, per rivendicare il diritto alla stabilizzazione di oltre
5500 insegnanti precari e 600 lavoratori Ata che, ancora una volta, insieme ai 150 mila insegnanti e 24 mila colleghi Ata delle altre
regioni d’Italia, rischiano di essere penalizzati dalle politiche scolastiche nazionali. La riduzione dei costi e i finanziamenti sempre
più risicati si riflettono da anni negativamente sulla qualità dell’offerta didattica e sul rispetto del diritto allo studio e, anche
nella legge di Stabilità del governo Lega – 5 Stelle, non sono state trovate le soluzioni utili a stabilizzare con risorse e criteri adeguati l’ingente numero di precari.
Basta precarietà! è lo slogan della mobilitazione nazionale di Flc
Cgil, Cisl Scuola e Uil Rua che, martedi, in concomitanza con
iniziative simili in tutta Italia, hanno organizzato in Sardegna
cinque presìdi: a Cagliari dalle 15 e 30 davanti all’Ufficio
scolastico regionale in piazza Galilei, a Oristano, Nuoro e Sassari,
sempre nel pomeriggio, davanti ai rispettivi Uffici scolastici
provinciali in via Lepanto, via Trieste e corso G.M Angioy , e la
mattina, dalle 11 e 30 davanti alla sede della ex Provincia di Olbia
in via Nanni.
Al tema delle risorse si somma quello dei criteri per le assunzioni di ruolo, per le quali, considerato l’esaurimento delle graduatorie degli
abilitati e di quelle dei concorsi, i sindacati chiedono una fase transitoria in cui stabilizzare i docenti già abilitati o con 3 anni
di servizio. E’ questo un problema ormai storico: negli ultimi tre anni i posti docente non assegnati per queste ragioni sono passati da
circa 350 del 2016/17 a 450 nel 2017/18 e a oltre 800 nell’anno scolastico in corso.
“In generale – fanno sapere i segretari regionali Flc Cgil, Cisl
Scuola e Uil Scuola Rua Manuel Usai, Maria Luisa Ariu, e Giuseppe
Corrias – il numero di posti docente coperti ricorrendo al personale
precario sono più di 5500, senza considerare le supplenze brevi”.
All’interno di questi numeri è poi “da evidenziare il grave problema
legato alla carenza di docenti specializzati nel sostegno, al quale si
fa fronte con assegnazioni in deroga al possesso del titolo”. In
questi giorni le università sarde emaneranno i bandi per l’accesso ai
nuovi corsi di specializzazione, ma quelli assegnati alla Sardegna
sono solo 390, un numero molto lontano dalle oltre tremila cattedre
necessarie.
Per quanto riguarda il personale Ata, è consentita l’immissione in
ruolo solo del 50 per cento del personale richiesto, gli organici sono
bloccati da anni e ciò determina serie difficoltà: all’avvio dell’anno
scolastico non è mai garantito il numero di collaboratori scolastici
indispensabile a garantire la vigilanza e la sicurezza nelle scuole.
Gli amministrativi e tecnici sono decisamente troppo pochi per far
fronte all’incremento dei carichi di lavoro legato alla crescente
complessità di gestione e organizzazione del sistema scolastico e
della stessa offerta formativa.
“Per tutte queste ragioni – concludono i segretari regionali di
categoria – chiediamo un nuovo piano di stabilizzazioni e assunzioni
dei docenti anche per coprire i posti resi disponibili dalla quota
100, misure per risolvere definitivamente la vertenza dei diplomati
magistrali, più risorse e posti per i corsi di specializzzaione per il
sostegno, parametri nuovi per gli organici Ata e stabilizzzaione dei
precari, interventi volti a garantire l’estensione del tempo pieno”.

Tags: Sardegnascuola
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