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Rivoluzione rifiuti a Cagliari: “Tari meno cara? Tenete di più il secco in casa”

by Paolo Rapeanu
25 Febbraio 2020
in apertura1, cagliari
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Più dell’umido, della plastica e del cartone: è il secco la vera “piaga” dei rifiuti a Cagliari. Almeno, stando ai dati in mano al Comune. Ogni cittadino ne produce “tra i centocinquanta e i centosessanta chili”. Troppi. E allora, ecco l’idea partorita dalla Giunta Truzzu: più si tengono i mastelli grigi dentro casa e più la tassa Tari sarà leggera. La strada è tracciata, e nelle prossime settimane ci saranno degli incontri pubblici tra gli esperti e i cittadini. Addio, quindi, al peso di ogni singolo mastello: “Un metodo troppo complicato”. Da subito dopo l’estate, gli incaricati della raccolta dei rifiuti controlleranno ogni singolo bidoncino, grazie al microchip già installato. Più esposizioni ci saranno e più la bolletta sarà alta. Una regola, questa, che però non vale per i maxi mastelli condominiali: impossibile distinguere la spazzatura prodotta da ogni cagliaritano, le spese verranno ripartite o in parti uguali tra tutti gli abitanti del palazzo o conteggiando i millesimi degli appartamenti.

 

“La stragrande maggioranza dei cagliaritani fa la raccolta in modo corretto”, afferma il sindaco Paolo Truzzu, “ma la qualità va migliorata. Spiegheremo bene tutte le novità. Sostanzialmente, chi fa bene la differenziata avrà dei vantaggi e pagherà meno Tari. La quantità di secco può essere diminuita di due terzi, arrivando a sessanta chili. Sarà così possibile pagare meno per il conferimento al Tecnocasic”. Probabilmente, il dover tenere anche per più di una settimana le buste ricolme di rifiuti in casa farà storcere il naso a molti. Sul punto, Truzzu è sicuro: “Il secco e l’indifferenziato, se la raccolta viene fatta in modo corretto, non puzzano. E, se puzzano, vuol dire che si è sbagliato nel fare la differenziata”.

Tags: Cagliaririfiutitari
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