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Quartu e Cagliari, Pd allo sbando: senza sindaco e Sovrintendente

by Redazione Cagliari Online
23 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico
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Nello stesso giorno, Cagliari resta senza Sovrintendente del Teatro Lirico e il sindaco di Quartu si dimette. Nello stesso giorno, il consiglio comunale di Cagliari approva l’ennesimo centro commerciale a Pirri, in via dei Tigli. E sotto il palazzo della politica, nello stesso istante, esplode la protesta dei cagliaritani che invece non hanno una casa, traditi dalle politiche sociali della sinistra.  Il centrosinistra va in frantumi in pieno agosto, sotto il solleone, sperando che nessuno se ne accorga. E un ruolo di primo piano, da assoluto protagonista nella disfatta, lo recita il Pd. Genuflesso su Massimo Zedda a Cagliari, impotente nel governare Quartu a un solo mese dalla vittoria elettorale. Diciamolo subito: Massimo Zedda e Stefano Delunas non sono due pazzi, ma sono due politici a loro modo rimasti da soli. Il Pd, che alla Regione governa con Pigliaru e la “giunta dei professori” lontanissima dal risolvere i problemi dei sardi, è un partito che nel Cagliaritano è letteralmente in confusione. Non è pensabile che a Cagliari il Teatro Lirico, la principale industria culturale della Sardegna, rimanga nel giro di un anno due volte senza Sovrintendente: prima la Crivellenti, ora la Spocci,  cacciata da via Sant’Alenixedda per “non avere superato il periodo di prova”. Il Pd rischia di pagare alle prossime elezioni comunali la colpa di avere lasciato nelle mani di Sel (anzi, di quel che resta di Sel, un partito per pochi in via di scioglimento) un settore strategico come la Cultura.

Non è pensabile che a Quartu, a un solo mese dalle elezioni, il sindaco Delunas sia costretto a dimettersi accusando il Pd di volere lottizzare tutto. Stiamo parlando di una città di 80 mila abitanti, attaccata a Cagliari: scusate, quanti voti il Pd pensa di consegnare al Movimento 5 Stelle? La gente non  ne può più dei partiti. Non è pensabile che piazza Matteotti, a 50 metri dal Municipio di Zedda, sia un letamaio a cielo aperto trasformato in dormitorio per migranti.  Un partito che poco più di un anno fa sfiorò il 40 per cento alle Europee, perchè perde in un giorno solo tra Cagliari e Quartu due partite così decisive? Come è possibile che a Cagliari il Pd abbia lasciato la gestione del Teatro a un sindaco finito indagato, sino ad essere costretto ad annunciare l’addio alla presidenza della Fondazione solo quando il pm ha indicato l’interdizione? Protestando con un paio di flebili comunicati scritti in politichese? Ma pensiamo che gli elettori abbiano l’anello al naso? La gente voleva risposte sul lavoro, sull’economia: ma davvero si pensa che i cantieri e le piazzette accontentino la gente? Lo faceva già Delogu, vent’anni fa. Non c’era bisogno di cambiare rotta, per vedere le città al punto zero. Andatelo a dire ai baroni della politica. Vi risponderanno: i voti sono i nostri, centinaia di voti sono in mano ai politici.  E se questa volta, nell’era del web, invece si sbagliassero?

Quartu senza sindaco, Cagliari senza la guida del suo Teatro. E non una sola parola arrivata dal centrosinistra nel giorno della disfatta estiva. persino le primarie sono diventate fuori moda. Dove sono finiti i circoli di partito della sinistra, perchè non alzano la voce, sono scomparsi? Lo vogliamo dire o no che iscritti di partito della sinistra sono stati assunti con chiamata diretta come segretari al Comune e alla Regione, con stipendi da duemila e tremila euro, menre migliaia di precari muoiono di fame? Vogliamo tacere sul fatto che il sindaco Zedda abbia nominato due mesi fa assessore allo Sport Yuri Marcialis, ex segretario cittadino del Pd, che è contemporaneamente capo di gabinetto in Regione?  E dove sono i risultati, se le associazioni sportive orgnizzano conferenze stampa di protesta dicendo di essere abbandonati dal Comune? Lo vogliamo dire, che la gente fatica ad arrivare a fine mese mentre i partiti si spartiscono i posti di potere con stipendi importanti? Tutti zitti in silenzio, a sperare che la gente sia in ferie. Oggi sarà il giorno delle polemiche, facile intuirlo. Ma la previsione è facile facile: il Movimento 5 Stelle, se azzeccherà il candidato sindaco, si appresta a governare Cagliari dal 2016 al 2011.  O in caso contrario, vincerà ancora la massoneria. Perchè i poteri forti, a Cagliari, non li ha contrastati proprio nessuno. Il centrosinistra ha dimostrato di non sapere governare, di non dare risposte alla gente, da viale Trento a via Roma, passando per Quartu. Non lo dicono le opinioni, lo stabilisce la cronaca. E buone vacanze a chi farà finta di niente, sperando che la gente sotto l’ombrellone non si accorga neppure delle bollette da pagare.

Tags: Cagliarigrillopd
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