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Povertà a Cagliari, è allarme rosso: “300 chili di pasta donati ogni mese”

by Paolo Rapeanu
10 Aprile 2018
in apertura1, cagliari, Cronaca
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C’è il quarantenne in giacca e cravatta ma senza più un lavoro, la mamma con prole al seguito con l’affitto da pagare, l’ex artigiano che sopravvive con una disoccupazione da fame. Ecco, la fame: è questo l’elemento che unisce le varie categorie di nuovi poveri che, nel 2018, bussano alla porta del Centro d’ascolto parrocchiale in piazza Giovanni XXIII. Incontri tre volte alla settimana – lunedì e venerdì dalle 9 alle 11, mercoledì dalle 17 alle 19 – e sedie sempre occupate. La media è di cento persone al mese, che però aumentano conteggiando i figli. Mariagrazia Lai è la coordinatrice del gruppo di volontari che si danno da fare, tra offerte ricevute a margine delle messe e mini fiere del dolce, per raccogliere i soldi necessari ad acquistare pasta, pelati, zucchero e scatolette di carne e pesce.
L’identikit del cagliaritano povero nel 2018? “Ha almeno 40 anni, è single o padre di famiglia. Ma ci sono anche pensionati che sopravvivono con poche centinaia di euro al mese”, insufficienti a tirare avanti. “Le situazioni più critiche riguardano la mancanza di un alloggio, dopo qualche mese non si può più restare in una struttura e, con i Servizi sociali del Comune che non pagano più gli affitti, si finisce per strada”. Durante gli incontri, merendine e caffè caldi non mancano. “Cerchiamo di far star bene chi viene da noi per qualche ora, non vogliamo farli sentire ulteriormente a disagio”, spiega la Lai. Sabato e domenica prossimi, dentro la struttura di piazza Giovanni XXIII, c’è la fiera del dolce, uno degli eventi svolti per autofinanziarsi. “Speriamo di poter continuare ad aiutare tutti, sia sardi sia stranieri” perché, con i poveri sempre più in aumento, “potremmo correre il rischio di dire qualche ‘no’”. Per entrare in contatto con il team di volontari ci sono due numeri dedicati: +39.070.44264 e +39.328.5789586
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