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Pole: “Zedda ho sbagliato, ma mi hai fatto insultare da tutti su Fb”

by rita2
25 Giugno 2017
in cagliari, zonapoetto-santelia
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Pole si sfoga su Cagliari Art Magazine: “Vivo d’arte, è il mio lavoro”. Pole è un giovane writer, balzato alle cronache locali per aver lasciato la sua ‘impronta’ tra i nuovi arredi del Lungomare. L’arte del giovane ragazzo non è stata apprezzata dal sindaco Massimo Zedda che sulla sua pagina Facebook ha scritto uno stato contro l’imbrattatore con foto allegate. E subito gli stati e gli hashtag da parte del popolo social nei confronti del ragazzo.

Ma Pole non ci sta. Si sente ferito. “Una storia realmente incredibile al Poetto “riqualificato”, ma quello che è avvenuto dopo è stato inquietante, andiamo per gradi, le tre nefaste “tag” le ho realizzate Domenica notte. Mercoledì mi sono cominciati ad arrivare messaggi minatori e diffamanti anche sul mio numero di cellulare privato. Numero di cellulare privato che ha cominciato a viaggiare in maniera indistinta via web, dove in qualche modo ho subito un “processo proletario”. Messaggi mi sono arrivati durante tutta la notte, quando le tre “tag” erano già state da me cancellate. Dopo lo stato social del sindaco, quando mi sono arrivati i primi messaggi, mi sono subito recato a cancellare le tre scritte, scritte fatte con un pennarello e facilmente rimovibili, nonostante tutto sono molto rispettoso nei confronti del bene pubblico, dopo le 14 del pomeriggio di ieri, al Poetto non vi era nulla che recasse la mia firma. Questo però il sindaco non lo rivelava e nei miei confronti non accennava a fermarsi il linciaggio, a quel punto gratuito. Si è detto che io non avessi ammesso il “danno”, ho subito ammesso le mie colpe e ne risponderò non appena mi arriverà la multa comunale o dell’impresa che ha in gestione l’appalto. Ma chi chiedo non era più facile contattarmi, multarmi e sanzionarmi direttamente? Vivo d’arte, è il mio lavoro, tiro a campare e mi autofinanzio ed autoproduco con altri lavori, per quanto sia stato incosciente e poco oculato sono pronto a pagare, ma chi risponderà per avere diffuso e divulgato il mio numero di cellulare con tanta leggerezza? Incredibile che questo attacco diretto alla mia persona ed anche alla mia incolumità, sia arrivato per mano diretta del sindaco di Cagliari via social network. Noto che non c’è molta cultura diffusa intorno al fenomeno del writing, ragion per cui (è il mio lavoro), m’impegno ad organizzare su appositi pannelli una campagna di sensibilizzazione al Poetto sul “fenomeno”, in accordo con alcuni gestori dei lidi, perinformare ma anche per rimborsare il Comune di Cagliari del “danno” subito, ho già delle adesioni solidali di noti e storici writer. Assurdo essermi trovato a rispondere di un danno dopo che il medesimo fosse già stato rimosso in dieci minuti da me medesimo, dopo che avessi già ammesso pubblicamente le mie colpe contattato da giornalisti vari. Pagherò i danni, che tra l’altro in questo momento non ci sono, ma qualcuno dovrà rispondere del danno diretto e personale che è stato causato a me, alla mia persona ed alla mia attività imprenditoriale ed artistica. Ho letto commenti incredibili, mi si diceva “vai a lavorare”, ma è questo il mio lavoro, quello del writer ed organizzatore di eventi. Troppa leggerezza istituzionale nell’uso e nell’utilizzo dei social network, grave che questo attacco nei confronti della mia persona sia partito dalla pagina social del sindaco di Cagliari. Mi sento trattato come “carne da macello”, ho sbagliato lo spazio d’intervento, ma ho ammesso, rimosso il danno e sono pronto a pagare, ma chi pagherà per avermi consegnato inerme ad uno sciame di rete che in maniera incessante ha cominciato ad insultarmi in pubblico come in privato? Il Poetto è di tutti i Cagliaritani, anche mio, Domenica sera l’ho forse sentito “troppo mio” ed ho sbagliato, ma lavoro per Cagliari ed i Cagliaritani come tutta Cagliari e tutti i Cagliaritani”.

Tags: CagliaripanchinePoettopole
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