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Papà e bimba insieme dopo 44 anni: «Prima di morire voglio mia figlia»

by adminuser
2 Settembre 2017
in cagliari, ismirrionis-sanmichele
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Per avere le carezze di suo padre ha dovuto attendere 44 anni. Ma alla fine ieri Angelia, ci è riuscita. E si è fatta coccolare da quel papà che prima di allora aveva incontrato solo nei sogni. Quell’uomo che ha amato senza mai conoscere aveva finalmente un volto, una voce e uno sguardo tenero. Perché non era morto, come le avevano detto. Ma le era stato nascosto. Lui invece, Giulio Cesare, non l’aveva mai contattata. Un po’ per non turbare la ex compagna e un po’ per il timore di un rifiuto. Poi la svolta drammatica: Giulio Cesare scopre di avere una malattia che potrebbe causargli conseguenze tragiche nel giro di poco tempo. E a quel punto prende coraggio, rintraccia e contatta su facebook il compagno della sua “bambina”. Ed esprime quello che suona come l’ultimo desiderio: “Sono il padre di Angelia. Mi rimane poco tempo da vivere e prima di morire voglio conoscere mia figlia”. Il papà e la sua piccola, nel frattempo diventata donna, si sono conosciuti e abbracciati ieri all’Oncologico, proprio il giorno in cui Giulio Cesare ha compiuto 85 anni.

Questa incredibile storia d’amore, quella di un papà e una bimba che si cercano per decenni senza mai incontrarsi, comincia nel febbraio del 1973 quando Angelia Francesca Ascatigno, nasce ad Alghero. In coincidenza con la nascita la relazione del papà e della mamma si interrompe. La bimba cresce senza il papà e da presto comincia a chiedere di lui: “Chi è mio padre? E dov’è? Mi ha abbandonato lui? Oppure mi starà cercando?”

Ma le risposte della mamma e della nonna materna sono tante: la verità non arriva mai. Le inventano una nascita in nave e alla fine le danno un nome diverso da quello reale, il nome di uno straniero. Intanto Angelia cresce, lascia l’Isola frequenta l’accademia di Spettacolo a Roma e poi si trasferisce a Cagliari. Prova a mettersi sulle tracce del padre, ma l’unico indizio in suo possesso è un nome fasullo. Le ricerche dunque si riveleranno inutili. Alla fine le dicono che il papà è morto.

E dire che Giulio Cesare Putzu aveva provato a cercare la piccola. Da subito. Guardava i bimbi delle scuole elementari di Alghero cercando una somiglianza in qualche volto. Ma invano. Perché Angelia le elementari non le ha mai frequentate (stava a casa con la madre che era maestra elementare).

Dopo tanti anni riesce a prendere contatti con la madre della bambina e ottiene anche la possibilità di vederla. Ma, secondo il racconto di Putzu, ad una condizione posta dalla donna: dovrà presentarsi come un amico e non come il vero padre perché “le abbiamo detto che è morto”. Ma lui rifiuta e si rassegna. Riesce alla fine a risalire all’identità di Angelia, ma non la contatta nel timore di un rifiuto.

La svolta quando Giulio Cesare scopre di essere affetto da una grave malattia. Contatta la figlia su facebook ma lei, non sapendo chi fosse, gli nega l’amicizia. E due giorni fa, grazie ad alcune conoscenze in comune, identifica il compagno della figlia, Salvatore Garau e, avantieri si rivolge a lui, sempre su facebook con un messaggio drammatico: “Sono il padre di Angelia. Mi rimane poco tempo da vivere e prima di morire la voglio conoscere”.

Dopo aver pensato ad uno scherzo crudele, Salvatore, contatta Giulio Cesare, si accerta, dopo un breve interrogatorio, della paternità dell’uomo e poi racconta tutto alla compagna. Proprio il giorno dopo Giulio Cesare, che vive in un paese del Sulcis, dove recarsi in città per una visita all’Oncologico. I due si ritrovano lì, un ospedale, lei era in crisi di panico. Quello del lieto fine è un momento molto forte, tra lacrime e abbracci. Dopo 44 anni per Angelia è arrivato il momento delle carezze paterne. Per Giulio Cesare semplicemente il compleanno più bello della sua vita. 

Tags: papà e bambina dopo 44 anni
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