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Home area-vasta

Nuova discarica a Capoterra, no del Pd: il Cacip ritiri il progetto

by Redazione Cagliari Online
24 Giugno 2017
in area-vasta, hinterland
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La questione dei rifiuti è legata ad un modello di società incentrato sul consumo eccessivo e sullo spreco scorretto, modelli che oramai devono essere definitivamente rivisti. Sappiamo che la scelta risolutiva, riconosciuta da tempo a livello mondiale e europeo, è quella del ridurre i rifiuti alla fonte. E sappiamo che incenerire significa costruire un sistema bloccato, che non crea i presupposti per una sempre più crescente azione verso la riduzione dei rifiuti.

Un’ampia letteratura scientifica e studi medici hanno dimostrato che gli inceneritori producono sostanze pericolose, fonti di inquinamento e di valori pericolosi per la salute dell’ uomo. L’Organizzazione mondiale della sanità argomenta che «le nanopolveri sono la maggior minaccia alla salute umana da inquinamento dell’aria».

Gli inceneritori quindi, convengono solo a chi li costruisce o li gestisce, mentre l’unica vera convenienza è quella di non avere rifiuti e deriva dai processi di riduzione, di recupero e di riciclaggio dei materiali giunti alla fine del loro ciclo d’uso.
I rifiuti quindi possono essere lavorati per il riuso e perciò la discarica sarebbe l’ultima spiaggia.

Occorrerebbe inquadrare la questione della discarica sul tema più ampio dell’ambiente e della salute come impatto generale nella nostra regione. Occorrerebbe pensare una “discarica regionale di rete”, altrimenti si permette che tutti i Consorzi industriali ne facciano una propria, a prescindere dall’utilità per il sistema regionale di smaltimento.
La Regione Sardegna dovrebbe prevedere nuove tecnologie oramai consolidate invece degli inceneritori tradizionali.
 
Su questi temi vorremo si ragionasse con metodo, spiegando il criterio di fondo che guida le scelte e mantenendo una razionale “precisione” nell’analisi di dati e di possibili scenari, partendo dal presupposto che le tecnologie in tal senso garantiscono oggi giorno soluzioni alternative praticabili.

Il nostro territorio, già profondamente violato, baricentrico rispetto alle principali fonti inquinanti della Provincia di Cagliari, non può sopportare ancora. I rischi sono altissimi e la salute dei cittadini deve essere l’obiettivo primario degli amministratori ed essere collocata sempre al primo posto.

Sono necessarie politiche sovra-territoriali che vedano Capoterra protagonista in un piano più ampio regionale di smaltimento dei rifiuti. Occorre avere un piano di lavoro che porti ad uniformare le prassi di raccolta e di smaltimento a favore di metodi sostenibili e innovativi.
Per questa ragione di fronte ad uno scenario che desta forte preoccupazione, il Pd di Capoterra chiede: l’immediato ritiro del progetto della discarica da parte del Cacip (progetto evidentemente obsoleto rispetto ad un contesto innovativo generale); che gli organi preposti attivino immediatamente un’indagine sull’inquinamento del territorio, vista la presenza dell’impianto del Tecnocasic e del vicino polo Industriale di Sarroch, affinché venga conosciuta chiaramente e in modo trasparente la dimensione dell’inquinamento.

Il PD di Capoterra si fa promotore di un’ampia discussione che, attraverso un’iniziativa pubblica, coinvolgerà i cittadini, le forze politiche e sociali in un confronto aperto con tutti i livelli istituzionali competenti.
Pretendiamo un’aria pulita, per offrire una buona qualità della vita ai nostri figli e alle future generazioni.

Niente può essere deciso sulla testa dei cittadini!
La Direzione dell’Unione Cittadina di Capoterra

Tags: nuovi criteriPd Capoterrasmaltimento rifiuti
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