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Nubifragio, la rabbia di Pirri in Consiglio: “Prevenzione fantasma”

by Redazione Cagliari Online
28 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico
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In una sala quantomai gremita il Consiglio della Municipalità di Pirri, convocato in tutta fretta dal presidente Secci, ha riferito riguardo la recente alluvione del 16 settembre. Un incontro fiume, durato quasi tre ore, nelle quali il Consiglio ha dato ampissimo spazio alle istanze dei cittadini. Animi agitati e qualche polemica relativa all’utilità delle vasche di contenimento, recentemente realizzate in via Stamira e via Socrate, che, a fronte di una spesa di circa 5 milioni di euro, non hanno sortito l’effetto sperato. Effetto sperato si, ma quale effetto? “Disinformazione sullo scopo delle strutture” dicono alcuni, “effetti risibili” dicono altri, “opere ancora in divenire” affermano altri ancora. Disagio e disperazione ma anche abitudine da parte di chi ci rimette più di tutti: i cittadini. Cittadini ormai abituati a munirsi di ramazza e stivali ogni qual volta lo voglia il cielo, cittadini preoccupati di veder galleggiare prima o poi qualche cadavere nell’impetuoso torrente che da via Balilla si riversa in via Italia, coinvolgendo irrimediabilmente le aree limitrofe.

Trenta milioni: è quanto promesso alla città per mitigare in maniera più efficace i disastri che le piogge portano con sé. Da via Roma si dice che i progetti siano già allo studio dei dirigenti comunali deputati, ma la Municipalità è riuscita a strappare una promessa di coinvolgimento nella valutazione sull’utilità della costruzione delle nuove strutture. Soluzioni? Poche e comunque non definitive. Sul versante strutturale, oltre alla proposte di dragaggio immediato del canale di Mammarranca (ospite più di fanghi che di liquidi) e alla pulizia delle caditoie (sollecitata dal mese di luglio da parte della Municipalità), le memorie storiche ripropongono la riattivazione di un antico canale capace di contenere molta dell’acqua piovana e scaricarla direttamente al più ampio canale di Mammarranca, oramai però colpevolmente cementificato in favore di altre strutture.

Sul versante relativo alla prevenzione e alla sensibilizzazione della popolazione, si propone, anche grazie all’intervento di tre tecnici intervenuti dall’assemblea, la creazione di un servizio d’informazione capace di raggiungere in tempo reale una molteplicità di cittadini attraverso l’utilizzo dei social media e dei più tradizionali metodi d’informazione alla cittadinanza (sirene e pubblici avvisi) E l’allerta meteo? L’allerta meteo non può essere diramata dagli organi comunali in assenza di precisa indicazione da parte della struttura regionale preposta (con sede ad Alghero). L’incapacità di intervenire in itinere ha molto indispettito i cittadini i quali chiedono, anche grazie all’intervento di alcuni tecnici presenti nell’assemblea, che il Comune si munisca di un radar e di un servizio di monitoraggio meteorologico (si parla di centomila euro per il radar e dell’assunzione di un tecnico competente), affinchè Cagliari possa muoversi segnalando le criticità imminenti alla struttura regionale, in maniera più efficace e tempestiva di fronte alle emergenze, costituendo punto di riferimento per l’intera area metropolitana. Ultimo nodo, quello dell’assenza della Protezione Civile, una beffa per tutte le volte nelle quali il presidio di Piazza Italia, più che la pioggia, prendeva il sole. Pare che dal primo mattino la macchina istituzionale si sia industriata per l’attivazione del servizio: a Pirri è però innegabile che i soli Vigili Urbani (primi fra tutti) e Vigili del Fuoco si siano trovati a gestire un’emergenza nella quale sarebbe stata gradita certamente una mano, mano che è arrivata tardivamente.

Tags: Cagliarinubifragiopirri
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