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Note di Memoria, laboratorio sulle tecniche di memoria e apprendimento

by Jacopo Norfo
20 Giugno 2017
in eventi
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Il fascino di Mnemosine – antica dea greca, figlia di Gea e Urano e madre delle Muse, preziosa custode dei ricordi e quindi della verità – nelle “Note di Memoria” di Iolanda Mason: sarà il laboratorio sulle tecniche di memoria e apprendimento (organizzato in collaborazione con InversaMente) ad inaugurare con un ciclo di tre incontri – in programma giovedì 9 e venerdì 10 gennaio dalle 18.30 alle 20.30 e sabato 11 gennaio dalle 16 alle 18 – nella sede del Teatro del Segno, in via Giardini 51 a Cagliari, l’attività didattica della compagnia cagliaritana per il 2014.
Tre giornate per (ri)scoprire nuovi e antichi modi per acquisire, conservare e organizzare il sapere, attraverso la visualizzazione e l’elaborazione di mappe mentali: nell’era delle memorie digitali, tra flussi continui di informazioni, diventa fondamentale riconquistare abilità e capacità nate e sviluppate da popoli e civiltà, dalle origini della cultura e della tradizione orale e poi per secoli e millenni dopo l’invenzione della scrittura. Pensato per attori, musicisti, danzatori e performers, per docenti e studenti, per gli speakers e per tutti coloro che volessero approfondire i segreti della mente e (re)imparare a ricordare, il laboratorio curato da Iolanda Mason (esperta in “tecniche di memoria e apprendimento efficace” con competenze sulla comunicazione e la PNL) fornisce una serie di strumenti e suggerimenti utili (e immediatamente utilizzabili), mettendo l’accento sulle risorse e le competenze individuali, e sulla creatività.
L’approccio scientifico si mescola a quello ludico: insieme alle nozioni teoriche e agli esempi concreti, non mancheranno esercizi pratici e giochi mirati per sollecitare la mente e risvegliare le capacità mnemoniche in maniera divertente e coinvolgente.

L’identità si fonda sui ricordi, ha radici nella storia individuale e collettiva, in una trama complessa fatta di pensieri e emozioni, di eventi e esperienze, perfino di battaglie ideali e disincanto: la perdita del passato è il contrario della conoscenza di sé e della verità (in greco aletheia, la non-dimenticanza).
In tempi di globalizzazione e diffusione delle nuove tecnologie affiora addirittura il rischio della “demenza digitale” preconizzata da Manfred Spitzer: la disponibilità e facilità di accesso alla miriade di dati presenti nella rete, oltre a definire i limiti di un orizzonte culturale comune e in un certo senso “omologato”, potrebbe rendere inusuali e apparentemente obsoleti strumenti come la memoria, con l’effetto paradossale di trasformare l’uomo in un’appendice dei propri apparati elettronici.
Eppure, come sottolinea Friedrich Nietzsche, è proprio la memoria a distinguere gli uomini dagli animali, i quali invece vivono attimo per attimo, legati brevemente con il proprio piacere e dispiacere… (e perciò né tristi né annoiati): la memoria nella descrizione del filosofo tedesco «è un prodigio: l’attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all’uomo. Allora l’uomo dice “Mi ricordo”».

La possibilità di far rivivere il passato e di immaginare il futuro, permette di avere coscienza di sé, di ciò che si è stati, di ciò che si potrebbe diventare. La memoria è quindi la chiave per capire il mondo, per analizzare e talvolta prevederne i fenomeni, strumento di sopravvivenza utile tra i banchi di scuola e dell’università – per chi insegna e per chi apprende – come per la strada (e lungo il cammino dell’esistenza), per scegliere un percorso invece di un altro; serve per le conferenze e i dibattiti pubblici, nelle aule dei tribunali, per scoprire falsità e incongruenze nelle testimonianze e nelle dichiarazioni dei politici.
Indispensabile per gli artisti – non solo nello studio dei maestri, ma anche nelle loro performances: non a caso per i greci Mnemosine, dea della memoria, era madre delle Muse, le divinità del canto, della poesia e della danza, della commedia e della tragedia e della scienza astronomica. Le “Note di Memoria” proposte da Iolanda Mason rappresentano un utile e duttile strumento per imparare una parte (in teatro) o una partitura musicale, per memorizzare una coreografia e una sequenza di gesti e azioni, e movimenti nello spazio; una serie di nomi e numeri, o di eventi e date; o il testo e i punti salienti di un discorso.

 

Il laboratorio avrà il costo di 60 euro, ed è rivolto ad un massimo di 20 allievi

Per informazioni e iscrizioni:
laboratori@teatrodelsegno.com – iolanda.mason@tiscali.it – M.+39 349 5834205

 

La docente. Iolanda Mason, esperta in “tecniche di memoria e apprendimento efficace” con competenze nel settore della comunicazione e Programmazione Neuro-Linguistica (riconosciuta dalla Society of Neuro-Linguistic Programming di Richard Bandler), tiene corsi e seminari rivolti a professionisti e a quanti desiderino affinare le proprie capacità di apprendimento e memorizzazione, di concentrazione e lettura, e sedute di coaching individuale. Già ospite del festival “My Jazz Islands” al Lazzaretto di Sant’Elia a Cagliari, poi di varie kermesse come il Festival Percorsi Teatrali 2013 a Santu Lussurgiu, Iolanda Mason (una laurea in ingegneria ambientale e un interesse prima personale poi professionale per la PNL e in generale i segreti della mente e l’arte di ricordare) ha scelto la Sardegna, e in particolare la Baronia come luogo privilegiato dove vivere e operare, e collabora stabilmente con l’Agosto Letterario a Santa Lucia di Siniscola.

Tags: Cagliarilaboratorionote di memoria
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