In stato di ebbrezza già dalle ore 18. E’ stato l’ennesimo fine settimana di malamovida nel quartiere Marina. Il rione prova, anche con iniziative culturali, a uscire dall’incubo degli schiamazzi notturni e del divertimento cafone che non risparmia nemmeno i giovanissimi, ma al momento la soluzione non arriva. E contromisure messe in campo da Prefettura e Comune non riescono a dare gli effetti sperati. Insicurezza, sporcizia e schiamazzi notturni dilagano tra le viuzze dell’antico quartiere del centro storico.
“Ieri ragazzine ubriache alle 18 con intervento del 118 in via del Collegio per stabilizzarle”, si legge nella pagina Facebook del gruppo “Apriamo le finestre alla Marina, “chiamati i genitori di un paese del sud Sardegna. Anche questo è turismo alcolico perché si viene alla Marina proprio per questo. Altre ragazze in piazza Sant’Eulalia bevendo vodka indifferenti a tutto. Tristezza”. “È evidente che è un problema sociale e sanitario che non si può gestire ricorrendo unicamente alle forze di polizia”, ha commentato Luca Pisano, uno degli operatori di strada attivi nel rione.






