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La speranza di curarsi? Dopo l’Epifania: nel Cagliaritano tante visite e esami disponibili solo nel 2024

by Redazione Cagliari Online
23 Ottobre 2023
in apertura, cagliari
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La speranza di curarsi? Dopo l’Epifania: nel Cagliaritano tante visite e esami disponibili solo nel 2024
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La lista è lunga, dettagliata, fioccano le triple cifre (cioè oltre cento giorni di attesa, ma anche più di 200 e trecento), in alcuni casi sono pure numeri in leggerissimo calo che fanno ben capire quanto la strada per una salute vera e per tutti, a Cagliari e provincia, sia ancora molto lunga. Eccoli, i dati freschissimi pubblicati dall’Asl 8, che monitora la situazione anche in tutta la provincia. Casteddu Online ve li fornisce in anteprima. Calendario alla mano, non bisognerà solo brindare al 2024 prima di avere la certezza di un esame o di una visita, ma in tanti casi attendere il passaggio della Befana e pure il Carnevale. Ma qui non c’è nessuno scherzo che vale, con la salute non si gioca. I nostri lettori ci raccontano situazioni drammatiche quasi con cadenza giornaliera, gli stessi lavoratori degli ospedali, aiutati dai sindacati, rincarano le dosi. Frittata completa, e il fatto che si passi, per fare un esempio, da un’attesa di 200 a una di centottanta giorni fa ancora di più gridare allo scandalo. Un’ecografia completa dell’addome si può fare sia al Santissima Trinità, al Marino o al Binaghi, ma bisogna attendere in media due mesi, oppure si spendono soldi per la benzina e, sempre che non sia stato prenotato, c’è spazio a Isili tra 4 giorni. O a Senorbì, ma tra 169 giorni. Altro esame semplice, l’elettrocardiogramma: spazio tra 52 giorni al Binaghi, al poliambulatorio Sinnai 277, a Selargius 153 e a Quartu, terza città sarda, 113. E in caso di problemi ad un occhio? Meglio mettersi comodi, impossibile cavarsela con meno di 157 giorni di attesa, a Cagliari in viale Trieste. E qui riempire il serbatoio è inutile, perchè servono 245 giorni di attesa nella struttura clinica di Dolianova, 355 a Senorbì, 186 al poliambulatorio di Sestu. Nell’oceano di attese folli si salvano le spirometrie (pochi giorni di attesa), le Tac al cranio, al torace e alla rachide, dove l’attea massima è di 42 giorni: sempre tanti, ma a paragone sembrano solo pochi minuti di attesa.
I dolori, in tutti i sensi, ritornano con le visite cardiologiche: quasi due mesi di attesa al Binaghi, 189 a Dolianova, più di nove mesi a Sinnai e centonovanta giorni a Monastir. Visita dermatologica vietata prima di 67 giorni, ma a Senorbì: se si bussa al Santissima Trinità serve quasi un anno, 342 giorni. E per la gastroenterologia? In caso di forte mal di pancia o si ha la fortuna che ci sia ancora posto al Microcitemico, ma tra 45 giorni, oppure bisogna accendere solo un cero, al Santissima Trinità prima data utile tra 324 giorni. Ancora: Tra 122 e quasi duecento giorni per una visita neurologica, grazie al cielo solo tra 2 giorni e una settimana di purgatorio prima di un consulto oncologicoa Muravera o Isili, si tornano a superare quasi sempre i cento giorni per un controllo ortopedico e traumatologico. Ed è solo una prima infornata dei dati, aggiornati a ottobre 2023, cioè al mese in corso, da parte dell’Asl. In tutta questa situazione di caos, intanto, si levano le voci di protesta anche dei medici di base, che incroceranno le braccia mercoledì e giovedì. Le loro rivendicazioni? Eccole: “Alla base della protesta”, spiega Luciano Congiu, segretario regionale del sindaco Smi”; vi è la richiesta di una deburocratizzazione complessiva del nostro lavoro che ci permetta di dedicare più tempo alla cura e alla presa in carico dei pazienti. Chiediamo che si parta dall’informatizzazione con l’ottimizzazione del fascicolo sanitario e la creazione del catalogo unico regionale del prescrivibile con l’unificazione dei codici regionali. Rivendichiamo, inoltre, la dematerializzazione delle prescrizioni di tutti i farmaci e di tutte le prescrizioni, con la possibilità, per le terapie croniche, di ricettazione semestrale o annuale, al fine di rendere il lavoro del medico di medicina generale più agevole”. I medici di base chiedono anche “l’annullamento dei certificati di rientro a scuola, sostituiti da autocertificazione dei genitori e la semplificazione delle procedure di attivazione delle cure domiciliari e ripristino della precedente ripartizione dei compiti per le prescrizioni di ausili e presìdi. Ci battiamo affinché siano previste maggiori risorse e riprogrammazione dei fondi per le indennità per i medici, poiché adesso risultano insufficienti a garantire un equo compenso a tutti i medici a parità di attività. Rivendichiamo il pagamento immediato di tutte le indennità per prestazioni eseguite dai medici di medicina generale non ancora corrisposte, ad esempio alla Asl 8 non risultano ancora pagati i vaccini della scorsa campagna vaccinale, i tamponi e il fondo ponderazione cessati. Rivendichiamo l’adeguamento e l’aumento dei compensi per coloro che ricoprono sedi disagiate e disagiatissime, che non riescono a raggiungere gli obiettivi per ottenere ulteriori indennità”.
Tags: 2024aslCagliaricuresanità
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