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La marcia per la pace colora Cagliari: “Diritti per tutti, non contano colore della pelle o religione”

by Paolo Rapeanu
31 Dicembre 2019
in cagliari
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La marcia per la pace colora Cagliari: “Diritti per tutti, non contano colore della pelle o religione”
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Un tripudio di bandiere arcobaleno (simbolo, da tanti anni, dei pacifisti) e di striscioni con messaggi di fratellanza, solidarietà e accoglienza. La 33esima “Marcia regionale della pace” attraversa Cagliari da piazza San Michele alla basilica di Bonaria. Sono almeno 1500 i partecipanti, in una notte di San Silvestro fatta di riflessioni e preghiere, lontano dal “divertimento” mondano. Ci sono tanti giovani, ma anche famiglie con bambini, all’evento organizzato da Caritas, Pax Christi, Cei e Azione cattolica. Già prima della partenza e dei saluti ufficiali del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, i partecipanti avevano le idee chiare: “È la prima volta che partecipo, il mio sarà un Capodanno alternativo. È importante per me essere qui”, afferma Mario Aresu di Cagliari. “La pace deve trionfare, sono sicuro che come me la pensano la maggior parte degli italiani”. Arriva da Masainas Marco Melis, 35 anni: “Ultimamente ci sono poca pace e fratellanza, purtroppo tasto questa situazione di persona visto che giro nel mondo del volontariato da quando ho dieci anni. Serve portare certi messaggi soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie”, sostiene.
Parole chiare e nette arrivano da don Ettore Cannavera, il noto prete e fondatore della comunità La Collina che ha messo la sua vita a disposizione degli ultimi: “Senza giustizia non c’è pace. Ci troviamo in un momento di forte depressione, sfiducia e abbandono. Serve un impegno maggiore da parte della politica”, afferma don Cannavera, “tutti gli esseri umani vanno rispettati nei loro bisogni e nei loro diritti: bianchi e neri, credenti e non credenti, cristiani e musulmani”.
Tags: Cagliaripace
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