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La denuncia di Valentina, invalida cagliaritana: “Visita negata per una fotocopia da 5 centesimi”

by Paolo Rapeanu
21 Maggio 2020
in apertura1, cagliari
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La denuncia di Valentina, invalida cagliaritana: “Visita negata per una fotocopia da 5 centesimi”
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Ha 42 anni ed è impiegata in una società privata Valentina Matta, cagliaritana. Da dieci anni è affetta da un tumore al midollo spinale più altre patologie. Qualche giorno fa avrebbe dovuto prenotare una visita importante, ma poi, stando alla lettera che ha inviato alla nostra redazione, tutto è saltato. Il motivo? Codici dell’impegnativa, prodotta dal Cup dell’Assl, non riconosciuti dalla clinica privata presso la quale si è rivolta la donna. “Sono una paziente esasperata, non ho mai protestato ma, stavolta, è stata offesa la mia pazienza”. Ecco, di seguito, alcuni stralci della sua lettera.

 

“Vi scrivo per raccontarVi la mia ultima esperienza con la sanità sarda con cui, ahimè, ho a che fare quasi quotidianamente ormai da 10 anni . La breve premessa è che sono una paziente 42enne ( “esasperata”) affetta da: tumore al midollo spinale, con sindrome da anticorpi antifosfolipidi, cardiopatia ischemica post infartuale, osteoporosi severa ( che mi ha causato diversi crolli vertebrali ) e altri vari disturbi correlati a queste patologie su cui non mi dilungo; tutto ciò mi è valso il diritto al riconoscimento dell’invalidità del 100%. Il fatto è questo: il 13/05 mi sono recata in un centro di cura privato per eseguire una elettromiografia prenotata circa 3 mesi fa ; all’accettazione è sorto un problema relativamente alla prenotazione , in quanto il Cup regionale mi ha richiesto un impegnativa con un certo codice che per loro invece non era corretto. Chiamo il mio medico di base chiedendo che rifacesse l’impegnativa e me la rimandasse per email; fatto ciò, ho chiesto alla tutt’altro che gentile signora addetta all’accettazione che cortesemente provvedessero loro a stamparla, e per tutta risposta mi ha invitato a recarmi al negozio di informatica più vicino. Faccio un tentativo in tutte le attività commerciali della zona ma nessuna può fare la stampa richiesta: pertanto, fiduciosa nel buon cuore degli operatori, mi reco nuovamente presso la struttura e  spiegando che non ho trovato nessuno che mi facesse la stampa ( tutto ciò ormai in un bagno di sudore e ormai sfinita viste le mie condizioni a dir poco precarie ) e chiedendo quindi che mi facessero questa grande cortesia, visto che il documento sarebbe comunque dovuto rimanere a loro, e che mi facessero fare finalmente la visita prenotata e la loro risposta è stata ‘assolutamente no’. Sono andata via , con la coda tra le gambe, con un nodo in gola per la frustrazione di essere stata trattata in un modo a dir poco disumano da chi , evidentemente invece di umano ha ben poco, e per tutta la trafila che mi aspetta nuovamente per poter ottenere una prestazione sanitaria di cui è un mio sacrosanto diritto usufruire . Mai in 10 anni sono stata trattata in questo modo, cornuta e mazziata pure per dirla come Totò, e come me chissà quanti altri pazienti che hanno avuto e avranno la sfortuna di avere a che fare con centri come la suddetta casa di cura che per  cinque centesimi hanno fatto andar via senza la propria prestazione una paziente nelle mie condizioni. Complimenti agli addetti all’accettazione che, a prescindere dalla politica aziendale, non hanno l’umanità per risolvere un problema di così poco conto e complimenti vivissimi alla direzione sanitaria e alla proprietà della struttura che danno queste linee guida ai propri collaboratori, e, se non le danno loro evidentemente tollerano comunque questi comportamenti. Mai in tutti questi anni mi sono permessa di protestare , sono stata sempre una paziente veramente comprensiva di tutte le situazioni e di tutti gli operatori con i quali ho avuto a che fare, anche con chi non lo meritava affatto, ma in questo caso la mia pazienza è stata offesa come la mia persona ed è giusto che questi fatti cosi spiacevoli vengano denunciati”.

Tags: asslCagliaricupdisabilesanità
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