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“Il centro paralimpico a Cagliari non serve. I disabili possono allenarsi negli stessi campi dei normodotati”

by Ennio Neri
10 Giugno 2020
in apertura1, cagliari
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“Il centro paralimpico a Cagliari non serve. I disabili possono allenarsi negli stessi campi dei normodotati”
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Il centro paralimpico a Cagliari non serve. I disabili possono allenarsi nei campi dei normodotati”. E’ la replica dell’assessore allo Sport Paolo Spano al consigliere Marco Benucci. Il capogruppo dei Progressisti ieri ha accusato la giunta Truzzu di aver cancellato il centro di eccellenza paralimpico di via Pessagno per realizzare uno skatepark.
 “Il progetto che cita Benucci non esiste”, ha dichiarato Spano, “è solo una proposta di delibera fatta in fretta e furia dopo che Zedda si era già dimesso, ma in 7 anni non avevano fatto nulla. Volevano il paddle in via Pessagno ma di spazi ce ne sono già 20. Per quanto riguarda i disabili ricordo che non hanno bisogno di spazi a loro dedicati, ma possono benissimo allenarsi nelle stesse strutture dei normodotati. Non si capisce nulla di questo centro di eccellenza, oltretutto in metà campo di via Pessagno. Se c’è uno che fa discriminazione è lui”
Sempre Benucci”, aggiunge, “attribuendomi frasi mai pronunciate, mi accusa di scarsa sensibilità nei confronti dei disabili. Ma si sbaglia di grosso perché io ho lavorato per 10 anni nel comitato paralimpico e nel 1985, 3 anni prima che lui nascesse, allenavo i disabili nella riabilitazione equestre e uno di loro ha iniziato a gareggiare per l’Italia ed è arrivato terzo al campionato mondiale di dressage in Danimarca. Per questo non so come faccia ad accusarmi di scarsa sensibilità”.

In serata la replica del consigliere Marco Benucci. “L’Assessore purtroppo non solo non conosce il mondo sportivo ma neanche il garbo e l’educazione istituzionale”, dichiara il capogruppo dei Progressisti, “non sa che il Comune di Cagliari sotto la sua guida si è dimenticato di fare la manifestazione di interesse affinché il CIP presentasse il progetto per realizzare un impianto di eccellenza per lo sport Paralimpico. Il progetto è pronto deve essere presentano non appena il comune adempie agli impegni presi ovvero pubblicate il bando. Quando allenava i disabili non ero ancora nato, come dichiara lui è vero ho 32 anni ma lui forse poiché è passato così tanto tempo da allora si è completamente dimenticato che un centro paralimpico di eccellenza serve a Cagliari in quanto esistono vari gradi di disabilità e non tutti possono fare sport all’interno delle strutture comunali che spesso non sono attrezzate. Non sa neanche la differenza tra attività motoria e l’attività Sportiva agonistica paralimpica. Una struttura paralimpica di eccellenza in una metà campo (come dichiara lui) 2000 metri quadri all interno di un villaggio sportivo è un segnale politico di inclusione forte. Un segnale che un amministrazione comunale deve assolutamente dare. Inoltre ricordo all’Assessore che il Comitato italiano paralimpico è un ente pubblico con cui la precedente amministrazione aveva preso un accordo. Se oggi si è deciso diversamente, ovvero di sfrattare il centro di eccellenza del mondo paralimpico, almeno una chiamata sarebbe stata opportuna. Non mi meraviglia che la sua scarsa esperienza istituzionale, nonostante la veneranda età che vanta di esperienza, abbia portato ad un incidente diplomatico con il comitato che gestisce il movimento sportivo paralimpico.

Parla di sensibilità poi sul tema della disabilità, lui ha la stessa sensibilità degli anni 60/70 forse non si è accorto che siamo nel 2020 è io li chiamo atleti con disabilità lui con la stessa retrograda sensibilità li definisce disabili. Inoltre abbiamo già passato il 25 Maggio data di ripresa degli allenamenti sportivi e gli impianti gestiti dal comune sono oggi chiusi e non accessibili, ad eccezione per il campo di atletica ma solo per atleti di carattere nazionale.

Cagliari merita molto meglio”.

Tags: Cagliari
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