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Il calvario di Sandra, 53enne malata di San Sperate: “Da venti mesi attendo le cure dell’Oncologico”

by Paolo Rapeanu
13 Agosto 2019
in apertura1, cagliari
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“Oncologico, esami e nessuna diagnosi: costretta a un viaggio della speranza a Verona”
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Da un privato? Anche subito, ma pagando. Nel pubblico? “Venti mesi”, e forse dovrà ancora attendere. Sandra Lasio, 53enne nata a Serramanna ma residente a San Sperate, attende una telefonata da parte dell’Oncologico che, almeno sino a oggi, non è arrivata. Tre ernie “maledette”, al pari dei dolori con i quali deve convivere “da ormai ventidue mesi”. È settembre 2017, infatti, quando viene sottoposta, “al Brotzu, all’ultima terapia antalgica, indispensabile per non essere costretta a utilizzare farmaci oppiacei”. Poi, l’inizio “infinito” dell’attesa per “la terapia delle infiltrazioni di ozono alla schiena”. Un’operazione che la Lasio attende “dal trentuno gennaio 2018, il foglio mi è stato consegnato al Brotzu prima del trasferimento dell’intero reparto. Ho grossi problemi di salute legati ad un’artrosi lombosacrale, sto aspettando notizie dal reparto di Terapia del dolore dell’Oncologico, sinora ho solo parlato con l’infermiera di riferimento che, prima, era al Brotzu, ed è stata trasferita all’Oncologico”.

 

“Ho chiamato in reparto, a dicembre dell’anno scorso, mi è stato detto che stavano provvedendo a chiamare ancora i pazienti del 2017. Tra una cosa e l’altra, poi, non ho avuto molto tempo per avvicinarmi”. Nelle ultime settimane i dolori sono aumentati, e di molto: “I benefici avuti dall’ultima terapia svolta”, a settembre 2017, “sono andati a farsi benedire. Sono una semplice collaboratrice domestica, non ho nessuna vergogna a dire che faccio la colf da trentacinque anni. I soldi che mi chiederebbe un privato non posso spenderli, perchè prima vengono la famiglia e altre urgenze”.

Tags: oncologicosan sperateSandra Lasio
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