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I balneari sardi disperati: “Diamo tanto lavoro e vogliono toglierci le concessioni, sarà una rovina immensa”

by Paolo Rapeanu
6 Aprile 2022
in apertura1, sardegna
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I balneari sardi disperati: “Diamo tanto lavoro e vogliono toglierci le concessioni, sarà una rovina immensa”
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Il primo gennaio 2024, anzichè festeggiare il Capodanno, se non cambia nulla dovranno celebrare il funerale delle loro attività, tirate su da decenni nelle più nelle spiagge sarde ma pronte per essere “divorate” da un eventuale multinazionale. I titolari di chioschi e stabilimenti balneari sardi tremano all’idea che nulla, da qui ai prossimi venti mesi, possa cambiare: il Governo Draghi ha detto sì al rinnovo delle concessioni balneari, saranno messe tutte all’asta. E a quel punto, il pezzo di carta e la relativa struttura andranno a chi offrirà di più. La rabbia aumenta giorno dopo giorno ed è mista alla preoccupazione, quella di finire gambe all’aria e di doversi cercare un altro lavoro, missione quasi impossibile in Sardegna. Paride Asuni ha 60 anni, da trentadue è a capo del White Box Cafè di Solanas, una distesa di ombrelloni e baretto adagiati sulla sabbia sarda: “Ho tanta paura, proprio io che sono tra i primi ad aver ottenuto una concessione di questo tipo. Le multinazionali andranno sicuramente a partecipare alle aste dopo il 31 dicembre 2023. Garantisco lavoro a 15 persone con altrettante famiglie che, contando me e il mio socio, arrivano a 17. Per noi sarà disoccupazione sicura”, afferma, “ci sarà sfruttamento e, come accade quando ci sono di mezzo le multinazionali, il personale sarà quello messo da loro. Noi siamo a gestione familiare, la mia professionalità finirebbe come dentro un cassetto perchè non ho le forze economiche per tenere testa ad un bando di portata europea, non potrò partecipare”. Martedì prossimo ci sarà anche lui, in via Roma a Cagliari, per protestare e chiedere una mano d’aiuto alla Regione.
Gennaro Fontana, 66 anni, dirige il Delfino, a Feraxi, uno degli stabilimenti balneari più noti nel sud Sardegna: “Da 24 anni”, precisa sin da subito. “Ho molte preoccupazioni, stavolta sarà veramente dura. Ci sono in ballo il mio futuro e i miei investimenti”, osserva, “la concessione doveva durarmi sino al 2033, me l’hanno ridotta, come farò? Con quale coraggio dovrò licenziare anche i miei dipendenti? Da maggio a settembre, tutte le estati, garantisco lavoro a dieci ragazzi. Già vedo grigia la prossima stagione, non credo arriveranno tanti turisti. Di sicuro non potrò mai sostenere un’asta per la mia concessione, diventerò un operaio specializzato della multinazionale di turno”, sospira, amaramente, Fontana. “Spiragli? Non ne vedo e le istituzioni sono assenti. Regione e Comuni non ci danno una mano, sono un guardiano della spiaggia che curo e proteggo tutto l’anno, dalla pulizia al soccorso a mare. Caro presidente Solinas, qualche tempo fa c’era una riunione con tutti i tuoi assessori e tu non sei venuto. Devi difenderci e rappresentarci a Roma”:
Tags: balneariconcessionilavoro
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