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Giuseppe di Assemini: “Dopo 28 anni a Città Mercato rischio il licenziamento o 800 euro al mese”

by Paolo Rapeanu
30 Ottobre 2019
in apertura1, hinterland
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Ha cinquantaquattro anni Giuseppe Atzeri, e vive ad Assemini. Ne aveva ventisei quando ha calcato il pavimento della Città Mercato di Santa Gilla per la prima volta, da lavoratore. Prima macellaio nel centro commerciale, poi il passaggio “al settore grocery”. Ha macinato tantissimi chilometri tra una corsia e l’altra, riuscendo sempre a portarsi a casa uno stipendio comunque buono: “1500 euro”. Adesso, però, il rischio del licenziamento sembra essere dietro l’angolo: “Abbiamo chiesto a Roma (al ministero dello Sviluppo economico, ndr) la salvaguardia di tutti noi lavoratori. Potrebbero licenziarmi”, afferma, oppure potrebbe esserci una modifica nel contratto: “Non più indeterminato, e guadagnerei ottocento euro al mese”. Due ipotesi, quindi: una – i soldi in meno – gli garantirebbero comunque di avere ancora un lavoro. C’è però lo spettro dell’esubero, da febbraio: “Sono sposato, mia moglie lavora”, dice Atzeri. In caso di benservito da parte di Conad, insomma, la sua situazione sarebbe certo grave ma non quanto quella di altri suoi colleghi “monoreddito”.

 

“È un momento particolare, dobbiamo combattere tutti insieme”, osserva il cinquantaquattrenne. Una certezza solida, sinora, c’è, ma non è bella: “A cinquantaquattro anni non mi prende nessuno”. In caso di licenziamento, nei fatti, servirebbe quasi un “miracolo”, per Giuseppe Atzeri, per riuscire a trovare un’altra occupazione.

Tags: asseminicittà mercato
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