di Paolo Rapeanu
Trentasettemila “fantasmi”: è il totale dei disabili sardi che cercano lavoro ma che non lo trovano. La legge prevede che siano occupati, ma nei fatti accade l’esatto contrario. E scoppia la protesta, sotto le finestre del Consiglio regionale in via Roma. Una cinquantina di loro si sono dati appuntamento per un sit in che, nelle previsioni, è destinato a durare tre giorni. Fanno quasi tutti parte del progetto Lavor@bile: da anni non lavorano più in nessun centro per l’impiego regionale.
“La Regione, negli ultimi anni, non ha fatto nulla per noi. Esistono le leggi che parlano chiaro, noi vogliamo lavorare e non elemosinare questo fantomatico reddito di sopravvivenza”, spiega Ermelinda Delogu, presidente di Lavor@bile. “I soldi in cassa ci sono, noi portiamo qui la disperazione di tutti i trentasettemila disabili sardi disoccupati”. C’è chi campa con la pensione minima ma anche chi, a 40-50 anni, si trova costretto a vivere ancora con i genitori. Cagliari Online ha raccolto alcune delle loro storie, che potranno essere lette nelle prossime ore sul nostro sito preprod.castedduonline.localmente.it.






