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Comandini: “Non deciderà Roma, la scelta del candidato alle regionali per il centrosinistra sarà fatta in Sardegna”

by Sara Panarelli
14 Luglio 2023
in apertura1, sardegna
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Comandini: “Non deciderà Roma, la scelta del candidato alle regionali per il centrosinistra sarà fatta in Sardegna”
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Non deciderà Roma. E nessun patto romano calerà sulle teste dei sardi. Almeno, non su quelle del popolo di centrosinistra: parola di Piero Comandini, segretario regionale del Pd, che di una decisione presa dall’alto, anche se presa dalla sua segretaria Elly Schlein, non vuole sentir parlare. E rivendica la decisione completamente sarda su tutto: programmi, obiettivi, alleanze e, soprattutto, candidato presidente.

“Non deciderà Roma, la scelta verrà fatta in Sardegna, al momento giusto, dai partiti e dai movimenti che erano presenti la scorsa settimana a Molentargius, quando è stato avviato il primo tavolo della coalizione”, dice Comandini. “Nulla è deciso per la presidenza della Regione, stiamo lavorando per un progetto politico lungo e duraturo che riguarda il futuro della Sardegna e dei sardi, perché vogliamo governare un cambiamento radicale nella nostra isola, ripristinando diritti, due fra tutti mobilità e salute, ormai inesistenti”.

Eppure, è stata proprio la Schlein, che ai 5 stelle ha fatto non poche aperture, a indicare ai suoi fedelissimi – lo confermano vertici della segreteria romana – Alessandra Todde come candidata per la coalizione, anche per blindare un patto di ferro che porti poi a tenere l’alleanza per i successivi appuntamenti elettorali in Sardegna, i comuni di Cagliari, Sassari e Alghero intanto, e poi le elezioni europee.

“Come coalizione abbiamo l’obiettivo di scegliere in autonomia. Non è uno slogan, siamo convinti tutti che sia la soluzione migliore, soprattutto in questa fase in cui stiamo lavorando a una grande coalizione autonomista, sarda, con partiti e movimenti. E in questa precisa direzione andiamo avanti: alla fine di questo percorso, dopo aver studiato programma e metodi nei tavoli tematici, e aver ascoltato i territori, sceglieremo il candidato migliore per portare avanti il nostro progetto che ha come unico scopo il bene della Sardegna. Poi, una volta vinte le regionali, tutto il percorso per le amministrative sarà più semplice e conseguente”, aggiunge Comandini.

Una sfida importante, quella della grande coalizione, considerando che proprio nel Pd litigi e correnti hanno da sempre dilaniato e danneggiato il partito, a livello nazionale e poi a cascata nelle realtà locali. “Abbiamo capito che uniti si vince, che si vince con un progetto e che bisogna mettere da parte egoismi e personalismi per guardare al futuro dei sardi. La migliore dimostrazione di quanto sto dicendo, è il lavoro che stiamo facendo io e Giuseppe Meloni nel Pd regionale, lavorando insieme per un partito che vada unito incontro al futuro. E anche nella coalizione che stiamo costruendo c’è un clima positivo con persone che vogliono lavorare per costruire”, assicura il segretario dem.

Ma belle intenzioni su programmi e futuro di sicuro non bastano. Al centrosinistra, per vincere, è vietatissimo sbagliare candidato. Soprattutto considerando che per il centrodestra scenderanno direttamente in campo i leader nazionali, in questo momento forti di un consenso politico ancora inalterato rispetto alle elezioni di settembre. “Siamo una cosa molto diversa dal centrodestra che ha bisogno dei leader nazionali per nascondere la propria incapacità. Non dimentichiamo che c’è stato qualcuno che spacciava il prezzo del latte a 1 euro per il giorno dopo e qualcun altro che consegnando la Sardegna all’autonomia differenziata l’ha resa molto più povera”.

Nomi vietati, quindi, anche se ne girano eccome. Ma almeno che caratteristiche deve avere, il candidato che sarà scelto? “Deve essere unitario, inclusivo e vincente”. Possibilità di vincere la sfida, secondo Comandini? “Non ho dubbi. Il 100%”.

Tags: centrosinistracomandiniregionaliSardegnaschlein
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