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Carcere Badu ‘e Carros, la denuncia del sindacato: “Sistema a rischio esplosione”

by Redazione Cagliari Online
10 Ottobre 2017
in sardegna
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Carcere Badu ‘e Carros, la denuncia del sindacato: “Sistema a rischio esplosione”
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“A Nuoro l’organico della Polizia Penitenziaria è sottodimensionato e insufficiente a garantire livelli minimi di sicurezza” così dichiara il Coordinatore regionale Polizia Penitenziaria FP CGIL a margine    della visita sui luoghi di lavoro effettuata unitamente a Coordinamento nazionale e Lucia Saba delegato locale Stefano Branchi del Coordinamento nazionale e Lucia Saba delegato locale.

“Troppo spesso” prosegue Atzeni “ci troviamo di fronte ad una situazione di difficoltà organizzativa dovuta all’assottigliamento delle risorse umane di cui dispone il Corpo di Polizia Penitenziaria, ogni anno sempre ridotto dai pensionamenti anticipati (per cause di servizio) e da personale che viene posto in quiescenza per raggiunti limiti d’età che non viene pienamente reintegrato con il turn over, con una carenza sulla pianta organica dell’istituto di oltre il 27% del personale previsto. Durante la visita effettuata abbiamo potuto constatare le precarie condizione igienico sanitarie del locale mensa agenti, locale in stato di abbandono totale, con diverse infiltrazioni, muffe e polveri provenienti dai lavori di ristrutturazione delle adiacenti strutture. Non esiste separazione bagni personale maschile/femminile, nonché non previsto quello per portatori di handicap. La cucina  del personale risulta essere ormai obsoleta essa è stata tempo addietro da noi oggetto di segnalazione, ma a quanto pare ancor oggi si trova nelle medesime condizioni d’invivibilità e d’insalubrità. le precarie condizioni igienico – sanitarie richiedono la chiusura urgente della M.O.S.

fino  al  ripristino  di  condizioni  di  igiene  e  salubrità  dei locali.  Approfittando  della temporanea

sospensione del servizio mensa a realizzare le migliori condizioni sia lavorative che di vivibilità  degli ambienti in materia di igiene e sicurezza alimentare. Tale richiesta riveste carattere di priorità assoluta a tutela della salute del personale di Polizia Penitenziaria e di chiunque acceda all’interno della struttura.

Il sindacalista dichiara inoltre” il muro di cinta, in diversi tratti risulta pericolante sia all’interno che all’esterno della struttura penitenziaria rappresentando un pericolo attuale per i lavoratori. Parte di esso risulta inagibile in quanto dismesso, come lo sono anche le garitte, priva di impianto antiscavalcamento e antintrusione. Non riusciamo a capire quali sono le garanzie di sicurezza che la stessa Amministrazione offre a tutela del proprio personale, qualora si dovesse, speriamo mai, accadere un attacco dall’esterno contro l’Istituto. Il camminamento risulta in pessime condizione igienico-sanitarie cosi come le garitte sprovviste di impianto di condizionamento, il personale che dovrebbe essere assegnato a tale servizio è alla mercé di tutte le intemperie meteorologiche, sia d’estate sia d’inverno. Lungo tutto il perimetro fuoriescono dei ferri completamente arrugginiti,

 

vista la situazione di inagibilità si chiede la chiusura del muro di cinta adottando tale controllo a una pattuglia automontata.

Durante la visita sul muro la delegazione della FP CGIL PP ha riscontrato altresì lo stato di abbandono della zona intercinta , per l’incuria derivante tanto dalla presenza di erbacce datate, ma anche da residui cartacei o di altri materiali non rimossi. Pezzi di calcinacci sono disseminati lungo tutto il perimetro. La struttura è un cantiere aperto in diverse zone potrebbero essere introdotti all’interno dei reparti detentivi oggetti non consentiti o atti ad offendere. Ci viene segnalato che il responsabile del cantiere sia autorizzato ad accedere all’interno della struttura  con telefono cellulare e che lo stesso potrebbe essere utilizzato dai detenuti per contatti con l’esterno. Ulteriori criticità riscontrate sono state segnalate con apposita nota ai Superiori Uffici Dipartimentali.

Il Coordinatore regionale della Fp Cgil, Sandro Atzeni dichiara, “siamo allo stremo, in una condizione di grande disagio. Lo stato in cui versa il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria ha bisogno urgente di interventi, in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro, con il ripristino delle condizioni igienico sanitarie della mensa agenti, della ristrutturazione del muro di cinta comprese le garitte e della messa in sicurezza dell’intera struttura.

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