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A Cagliari i migranti scoprono e raccontano la città ai residenti: “Così si combatte il razzismo”

by Paolo Rapeanu
14 Aprile 2018
in apertura, cagliari
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Una ventina di ragazzi e ragazze, arrivati nell’Isola da vari paesi del mondo – come Senegal, Marocco e Algeria – sono pronti a iniziare un’avventura lunga un anno e mezzo. Il progetto Migrantour sbarca anche a Cagliari, grazie ai fondi messi a disposizione dall’Agenzia italiana della Cooperazione e Sviluppo: così come in altre città italiane – Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Torino – anche il capoluogo sardo accoglie il corso di formazione per far diventare i migranti accompagnatori interculturali. Due mesi di incontri formativi, poi altri sedici mesi per mettere in pratica quanto appreso: i ragazzi racconteranno come vengono prodotti manufatti e cibi dei loro paesi, la loro religiosità e tradizione e, contemporaneamente, imbastiranno percorsi di conoscenza di tipo culturale.
Roberto Copparoni, presidente della onlus Amici di Sardegna, è il referente del progetto: “Spesso ci si domanda cosa fare per queste persone, che hanno scelto di vivere qui e hanno già ricevuto una scolarizzazione. Questa iniziativa è un modo per combattere l’emarginazione e il razzismo, anche per conoscere meglio chi, in alcuni casi, vediamo agli angoli delle strade”, spiega Copparoni. Il Migrantour, in Sardegna, è stato finanziato “con sedicimila euro per un anno e mezzo, non moltissimo. Soldi che utilizzeremo per pagare i viaggi e le varie iniziative rivolte ai migranti, che faranno incontrare le loro comunità ai cagliaritani, mostrando loro usi e tradizioni e, allo stesso tempo, creeranno dei percorsi ci conoscenza. Non si può parlare della propria comunità senza conoscere la città di Cagliari e viceversa. La diversità è ricchezza, nessuno è migliore di un altro”.
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