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Cagliari, l’Aias chiude il 31 dicembre ed è il caos: “Chi ha interesse a distruggerci e chi ci guadagna?”

by Jacopo Norfo
19 Novembre 2018
in cagliari
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Cagliari, l’Aias chiude il 31 dicembre ed è il caos: “Chi ha interesse a distruggerci e chi ci guadagna?”
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Cagliari, l’Aias chiude il 31 dicembre ed è il caos: “Chi ha interesse a distruggerci e chi ci guadagna?”. Durissime accuse di Anna Paola Randazzo dell’Aias alla Regione, contenute in una lettera aperta (inserzione a pagamento) pubblicata oggi sull’Unione Sarda. L’Aias conferma la notizia anticipata con preoccupazione da diverse mamme su Casteddu Online. E attacca duramente la Regione, che “ha comunicato che le concessioni in atto termineranno il 31 dicembre”. Con una motivazione chiara: la mancata regolarità dei pagamenti degli stipendi a fine anno, con i dipendenti pagati a singhiozzo e molto spesso con molti mesi di ritardo. Randazzo spiega che attualmente sono ospitati 58 pazienti nelle strutture di Cagliari, Decimomannu,Cortoghiana e Domusnovas, un problema che preoccupa soprattutto i familiari dei pazienti. “A chi fa gola l’Aias con tutti i suoi contratti e con i crediti milionari?- scrive la Randazzo nella lettera aperta- chi ci guadagna, con la complicità di chi? Qualcuno ha interesse a distruggere l’Aias? E perchè?”. La Randazzo ricorda che l’Aias vanta tantissimi crediti nei confronti della Regione, in quella che viene considerata come una resa dei conti. Il 25 novembre alle 10 alla Fiera ci sarà l’assemblea generale dell’Aias, che sarà anche un grande momento di protesta.

Poi c’è appunto la preoccupazione delle mamme e delle famiglie, raccolta dal nostro giornale. A dicembre chiude il centro Aias. E i timori cominciano a diffondersi tra le famiglie degli assistiti. Giovanna Barbara Bellini ha un figlio di 29 anni che frequenta il centro del Poetto. “Abbiamo avuto una riunione il 10 novembre e ci è stato detto che dal 31 di dicembre tutti i centri sardi verranno chiusi. Ancora non è chiaro dove saranno sistemate le persone con disabilità molto gravi, il rischio è che debbano stare in casa. Io”, prosegue, “mi alzo alle 4 del mattino tutti i giorni per andare al lavoro e se mio figlio sta casa io rischio di perdere il lavoro. Oltretutto temo che mio figlio possa disimparare tutto quello che ha imparato. Ci è stato detto che arriverà una società francese, ma non sappiamo ancora granché. Sappiamo anche che alla Fiera ci sarà un convegno col ministro della Salute Giulia Grillo. Ma noi vogliamo chiarimenti. Vogliamo parlare con l’assessore Arru”.

Tags: aiasrandazzoSardegna
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