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Cagliari, in 200 per chiedere la pace: “Basta armi, le sanzioni alla Russia danneggiano anche noi”

by Paolo Rapeanu
5 Novembre 2022
in cagliari, il-diavolo-sulla-sella
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In duecento hanno partecipato a Cagliari al sit in per chiedere la pace, in piazza Garibaldi. La manifestazione, in contemporanea con altre città italiane, ha visto nel capoluogo sardo varie associazioni pacifiste più qualche esponente del Movimento 5 Stelle e di Potere al popolo. Presente in piazza, tra i cittadini che hanno scelto di partecipare, anche don Ettore Cannavera. Numerose le bandiere arcobaleno con la scritta pace e quelle della Sardegna, più qualche vessillo delle associazioni studentesche. Tanti i cartelloni colorati con messaggi anti guerra, tra tutti ha spiazzato lo “stop alle armi”, e al primo posto c’è la contrarietà al conflitto che sta avvenendo in Ucraina: “Le sanzioni per il paese aggressore, la Russia, stanno danneggiando anche noi”, ha detto Giacomo Meloni della Confederazione sindacale sarda, tra i primi a prendere la parola in cima alla scalinata della scuola Riva. Chiaro il riferimento agli aumenti del prezzi, quello del gas su tutti, con difficoltà nei rifornimenti per tutta l’Europa.
“Siamo cocciuti, a chi ci dice che non c’è alternativa all’attuale guerra rispondiamo che bisogna favorire il dialogo. Lo stesso Zelensky, oggi, si è detto pronto alla pace fissando dei paletti che, però, la Russia non accetta. Dobbiamo liberarci dalla guerra, dal 24 febbraio”, giorno in cui è scattata l’aggressione russa in territorio ucraino, “sono passati troppi mesi e non c’è stato nessun tipo di cambiamento. Sono troppi i popoli che stanno soffrendo”. Al microfono, poi, sono intervenuti anche semplici cittadini e non si è registrata nessuna tensione.
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