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Cagliari, i rapinatori di San Michele traditi dalle telefonate: “Ancora non hanno quagliato nulla…”

by Redazione Cagliari Online
27 Novembre 2019
in apertura1, cagliari
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I filmati delle telecamere che hanno “fissato” tutti i loro movimenti durante la rapina compiuta il sette dicembre 2018 nella tabaccheria di via Bosco Cappuccio a Cagliari si sono rivelate più che utili. Ma gli agenti della squadra mobile di Cagliari, per risalire a Luciano Serra e Manuel Cossu, hanno dovuto passare al setaccio anche tutta una serie di telefonate fatte da alcuni amici e conoscenti dei due. Minuti e minuti di parlato pieni di prove della loro colpevolezza: “In una telefonata Luciano Serra fa riferimento prima a un sequestro di droga e dice che ‘ancora non hanno quagliato nulla’, e poi fa capire che, se avessero atteso qualche ora in più avrebbero potuto portare via oltre centomila euro” dalla cassa della tabaccheria di San Michele. “Durante una perquisizione effettuata nella sua abitazione abbiamo trovato cento grammi di cocaina e cento euro”, spiega il dirigente della squadra mobile, Roberto Pititto. E c’è poi anche un’altra conversazione che ha contribuito ad inchiodare alle sue responsabilità Manuel Cossu.

 

“Un suo conoscente dedito allo spaccio di droga dice chiaramente che stava lavorando per lui e che in casa aveva alcune armi. Si tratta di Gabriele Melis, arrestato a marzo. A casa sua avevamo trovato un fucile a pompa mentre, a casa di Cossu, una pistola che corrisponde a quella descritta ai poliziotti dal tabaccaio rapinato”. C’è poi anche l’analisi delle celle telefoniche: “Sino a qualche giorno prima della rapina, Luciano Serra e Manuel Cossu si sentivano solo il pomeriggio e la sera. Il giorno della rapina si sono sentiti la mattina, ed abbiamo notato che il telefonino di Serra, residente a Dolianova, ha agganciato una cella nelle vicinanze della tabaccheria. Quello di Cossu, invece, era già attaccato a una cella di Cagliari visto che abita nelle vicinanze di via Bosco Cappuccio”.

Tags: Cagliarisan michele
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