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Non era di Cagliari: “Ho dovuto cremare mia madre a Olbia”

by Redazione Cagliari Online
14 Marzo 2018
in cagliari, il-diavolo-sulla-sella, ismirrionis-sanmichele
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Non era di Cagliari: “Ho dovuto cremare mia madre a Olbia”
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Cimitero di San Michele riservato esclusivamente ai cagliaritani. Tutto sulla base dell’ultimo regolamento cimiteriale. E così, anche i residenti dell’hinterland cagliaritano, se vogliono cremare i loro cari, devono andare fino a Olbia, dove c’è l’altro forno crematorio in Sardegna. La denuncia di Flavio Torelli su facebook: “E’ deceduta mia madre (ma questo non è il tema di questo scritto quindi non fatemi le condoglianze) la quale aveva lasciato disposizione per essere cremata.

Faccio una premessa. Mio padre è stato, nel 1980, uno dei fondatori della Società per la Cremazione di Cagliari (So.crem.) e, come socio, ha partecipato attivamente perché la società svolgesse i suoi compiti statutari.

Residente a Quartucciu, dopo il decesso è stato cremato a Cagliari. La cremazione di mio padre mi ha rivelato la quasi totale ignoranza dei Comuni, totalmente impreparati a gestire tutte le varie procedure che si innescano e, cosa più grave, dando false indicazioni sulle modalità possibili di gestione delle ceneri. Chiedere, come fece mia madre, di tenere l’urna di mio padre a casa causò l’ilarità di una impiegata, ilarità che ben presto si trasformò nella presa di coscienza della propria ignoranza.

Deceduta mia madre volendo e dovendo rispettare le sue volontà ho scoperto che il Consiglio Comunale di Cagliari, il Capoluogo della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2015 ha approvato la modifica del precedente regolamento cimiteriale e oggi il forno crematorio di San Michele può essere utilizzato solo per chi viveva a Cagliari, è morto a Cagliari e/o altre situazioni in cui viene ribadita la centralità di Cagliari. Tutti gli altri sono tassativamente esclusi. Sei nato a Selargius? Niet! Vivi a Quartu? Niet! A Monserrato? ancora peggio. Cagliari Città Metropolitana: Cagliari Bidda Metropolitana mi pare più appropriato. Ciò che mi fa specie è che il regolamento è stato riveduto, corretto (?) e approvato nel 2015, quindi con in carica la Giunta Zedda, sostenuta da una coalizione di centro sinistra. Non mi esprimo per il “centro”, non ne ho facoltà, ma la parola “sinistra” deve essere elisa, perchè la sinistra, se qualcuno se lo è dimenticato, è portatrice dei valori propri della solidarietà e della condivisione e credo lo debba essere anche nel momento della morte.

Mia madre sarà cremata domattina a Olbia con una maggiorazione dei costi che si aggira sugli ottocento euro. E, cara sinistra, chi non se li può permettere che fa, un bel falò casalingo?

Penso a mio padre che ha speso parte del suo tempo, e dei suoi soldi, per far crescere la cultura della cremazione. E’ un’ulteriore spinta che ricevo per passare dalla parte di quelli a cui non gliene frega nulla di niente e di nessuno.

Qualcuno per favore chieda, e mi faccia sapere, perchè l’appalto per la costruzione del secondo forno crematorio è fermo.

“Quo citius rursum natura perempta resolvat da tua purganti membra cremanda rogo”. “Lascia che un rogo purificatore porti a compimento la cremazione del tuo corpo, permettendo così alla natura di completare più rapidamente il suo corso”.

 

Tags: Cagliaricremareolbia
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