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Bonaria, la tomba del canonico Giovanni Spano verrà finalmente restaurata col suo antico splendore

by Redazione Cagliari Online
19 Settembre 2019
in hinterland
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Bonaria, la tomba del canonico Giovanni Spano verrà finalmente restaurata col suo antico splendore
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Questa mattina a Cagliari, nella Biblioteca d’Istituto della Soprintendenza, è stato presentato in 
anteprima, il restauro della tomba del canonico  Giovanni Spano, archeologo, linguista, etnologo, docente 
universitario e grande storico della Sardegna originario di Ploaghe.  A circa un anno dallo stanziamento 
dei finanziamenti  frutto della collaborazione del comune di Ploaghe, della Soprintendenza di Cagliari , 
della Regione e della Fondazione di Sardegna, il monumento funerario dello studioso ploaghese , verrà 
restituito alla comunità  nel suo antico splendore. La sepoltura, che si trova nel cimitero monumentale di 
Bonaria a Cagliari venne realizzata dallo stesso Giovanni Spano, che la progettò qualche anno prima della 
sua morte, utilizzando un ritrovamento di epoca romana. Dopo la morte del canonico, a margine del 
sarcofago fu aggiunto l’ epitaffio: patriam dilexit laboravit obiit die III aprilis a(nno) MDCCCLXXVIII aetatis 
svae LXXV (amò la patria e fu sempre operoso. Morì il 3 aprile 1878 a settantacinque anni d’età).  Il 
comune di Ploaghe insieme alla Soprintendenza di Cagliari aveva partecipato lo scorso anno al bando 
della Fondazione di Sardegna per chiedere un contributo al fine di restaurare  la tomba del canonico 
Spano. Qualche anno prima lo stesso sindaco di Ploaghe aveva dialogato con la Soprintendenza  per 
recuperare i finanziamenti necessari al restauro della tomba,  col tempo estremamente logorata. 
Ventimila euro la somma stanziata dagli enti partecipanti, di cui cinquemila destinati dal comune di 
Ploaghe, rivelatisi purtroppo non sufficienti  a causa dei cedimenti che in un primo momento non erano 
stati quantificati. Molti erano i difetti strutturali causati dal logorio del tempo: i pilastrini in marmo erano 
cerchiati con fasce di ferro per evitare l’implosione, gli epitaffi erano illeggibili e i marmi deteriorati.  
Ulteriori risorse sono arrivate con una richiesta al Ministero, attraverso fondi  propri della 
Soprintendenza, con i quali il restauro poteva essere completato. Finalmente oggi il monumento 
funerario potrà vedere la sua antica luce, e potrà essere visitato da chi ne ha studiato e apprezzato il 
lavoro di studioso. Orgoglioso, il sindaco di Ploaghe e presidente dell’Unione del Coros Carlo Sotgiu 
commenta l’operazione sinergica e il risultato raggiunto: “La valorizzazione della figura del canonico 
Spano è doverosa soprattutto per il gran lavoro storico che ha lasciato ai posteri. Per questi motivi come 
presidente del Coros, ho voluto fortemente che all’interno della programmazione territoriale dell’Unione, 
venissero inseriti i finanziamenti destinati al recupero della casa natale dello studioso ploaghese, ma 
anche numerosi interventi di recupero archeologico che si ricollegano alla figura dello Spano, dal cimitero 
monumentale di Ploaghe, il più antico della Sardegna dove sono sepolti i familiari, alla chiesa di San 
Michele che lui stesso ha studiato. A breve inoltre verrà mandato in appalto il museo multimediale e 
virtuale sulla vita del canonico che troverà spazio nel convento dei Cappuccini anch’esso appena 
restaurato “. 
 
 
 La tomba del canonico Giovanni Spano verrà finalmente restaurata e le verrà restituito il suo antico 
splendore. La sepoltura, che si trova nel cimitero monumentale di Bonaria a Cagliari, venne realizzata 
dallo stesso Spano riutilizzando un ritrovamento di epoca romana dovuto allo studioso medesimo che la 
progettò nove anni prima della sua morte, come recita una delle iscrizioni apposte sul fronte «johannes 
spanus vivus sibi fecit…» (Giovanni Spano, ancor vivo, fece per sé stesso).​
​
Il luogo fu assegnato gratuitamente, per decreto dell’amministrazione civica, il 18 luglio 1869). Esso 
consta di un sarcofago romano sorretto da quattro colonne e sormontato da un busto marmoreo del 
defunto attribuito a Giuseppe Sartorio. Dopo la morte del canonico, lungo il margine inferiore del 
sarcofago fu aggiunto il suo vero e proprio epitaffio: patriam dilexit laboravit obiit die III aprilis a(nno) 
MDCCCLXXVIII aetatis svae LXXV (amò la patria e fu sempre operoso. Morì il 3 aprile 1878 a 
settantacinque anni d’età). ​
​
A causa delle intemperie e del cattivo stato di conservazione da tempo i gestori del cimitero ne avevano 
richiesto il restauro. Molti sono infatti i difetti che l’antico manufatto mostra e che manifestano in quale 
stato versi il sepolcro. I pilastrini in marmo sono cerchiati con fasce di ferro per evitare la loro implosione, 
i marmi risultano deteriorati, gli epitaffi illeggibili. Ora, grazie ad un progetto proposto dalla 
Soprintendenza per i beni monumentali e archeologici di Cagliari con la collaborazione del Comune di 
Ploaghe, è stato ottenuto un finanziamento dalla Fondazione di Sardegna pari a 10 mila euro a cui si 
aggiungeranno 5 mila euro messi a disposizione dal Comune di Ploaghe. 
Tags: bonariaGiovanni spano
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