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Apre Uta, ma Buoncammino non chiuderà: sarà la sede esecuzioni penali

by federica-lai
20 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico
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“Nonostante la ormai prossima apertura della megastruttura di Uta, il carcere di Buoncammino non chiuderà. Lo storico edificio, nei progetti del Ministero della Giustizia, sembra destinato infatti ad ospitare gli Uffici della Esecuzione Penale Esterna e del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione Socialismo Diritti Riforme, avendo appreso che “i lavori per ultimare il nuovo penitenziario di Uta hanno subito un’accelerazione per consentire entro l’anno al Ministero delle Infrastrutture di consegnare l’opera a quello della Giustizia nella prospettiva di unasua apertura entro la primavera dell’anno prossimo”.

            “Nonostante le sollecitazioni e l’impegno dei lavoratori delle ditte di appalto e subappalto e dei detenuti, che da alcune settimane stanno sistemando gli arredi delle celle, difficilmente – sostiene la presidente del SDR –la nuova struttura sarà operativa entro il 2013. Alcuni evidenti ritardi infatti non consentiranno l’inaugurazione della nuova Casa Circondariale in tempi brevi, come vorrebbe il Ministero. Non sono ancora stati ultimati i locali che dovranno ospitare gli alloggi e la mensa degli Agenti della Polizia Penitenziaria, due dei Padiglioni indispensabili per la sua funzionalità. Con il cantiere ancora aperto il nuovo “Villaggio penitenziario”, articolato in diversi edifici e arricchito da vaste aeree a verde, in parte da utilizzare per l’orticoltura, non sarà agibile neanche per accogliere i detenuti e neppure il personale delle aree amministrativa, educativa e sanitaria. Quest’ultima conta oltre un centinaio di persone. Risulterebbe infatti impossibile garantire la sicurezza e l’efficienza del servizio”.

            “La prima fase del nuovo agglomerato – afferma ancora Caligaris – sarà dedicata agli allestimenti degli spazi interni e alle dotazioni. Oltre all’arredamento delle celle e degli Uffici, la parte più delicata e impegnativa è rappresentata dall’area sanitaria. Una parte considerevole delle apparecchiature del Centro Diagnostico Terapeutico di Buoncammino necessita ormai di una totale sostituzione per il mancato aggiornamento degli ultimi anni. L’Azienda Sanitaria Locale dovrà quindi provvedere a dotare il Centro Clinico di strumenti diagnostici adeguati. Dovrà inoltre provvedere a disporre un servizio ambulanze per far fronte alle emergenze. La distanza dai principali Ospedali infine imporrà un aggravio di spese in occasione delle visite specialistiche. Non è stato neppure ancora risolto il problema dei miasmi maleodoranti provenienti dalla vicina azienda per lo smaltimento dei residui delle carcasse degli animali”.

            “Uno dei pochi padiglioni pronti del “Villaggio Penitenziario” è quello destinato ai detenuti in regime di massima sicurezza. E’ tuttavia impensabile che il Ministero possa inaugurare il nuovo carcere di Cagliari aprendo soltanto qualche struttura e consentendo agli operai di ultimare i lavori. Anche l’idea di una permuta del vecchio Buoncammino con altri edifici di proprietà del Comune di Cagliari per gli uffici del PRAP non sembra perseguibile per i vincoli a cui è soggetto l’edificio ottocentesco. L’auspicio – conclude Caligaris – è che la nuova sede per i detenuti non presenti i problemi che Massama e Bancali hanno manifestato. Ma per queste verifiche occorrerà aspettare ancora un po’”.

Tags: buoncamminoCagliaricarcereuta
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