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Allegri: “Non è mica il Collesalvetti!”. Tutti offesi, il presidente se la ride

by Nanni Boi
7 Dicembre 2017
in calcio
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Sino a ottobre il calcio italiano passeggia: e i mega staff a cosa servono?
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Cinque squadre italiane su sei avanzano nelle coppe europee. Atalanta, Lazio e Milan avevano ottenuto il lasciapassare già lo scorso turno, la Juve e la Roma hanno superato l’ultimo scoglio mentre il Napoli è uscito. Dire per questo che il calcio italiano gode di ottima salute è eccessivo, di certo però la situazione non è così tragica come qualcuno la dipinge. Cominciamo col ricordare che la fase a gironi della Europa League è di livello tutt’altro che eccelso, vale più o meno la Mitropa Cup degli anni Sessanta-Settanta che non veniva considerata poi tantissimo e che alla fine valeva solo per la vincitrice, un po’ come la Coppa Italia di casa nostra. Questo perché allora in Coppa dei Campioni andava solo la prima classificata nei rispettivi campionati, mentre oggi molte nazioni ci piazzano anche le seconde, terze e quarte che ai tempi confluivano invece nella Coppa delle Fiere, genitrice della Coppa Uefa e nonna della Europa League. A scalare quindi sia la seconda manifestazione europea che la quarta (ricordiamo che la terza era la Coppa delle Coppe per le vincitrici delle coppe nazionali) valevano quello che oggi valgono la Champions e l’Europa League appunto. Questo non toglie che un piccolo bilancio, per quanto provvisorio e logicamente prematuro lo si possa già fare. Partendo dalla Champions League la sorpresa inaspettata è stata la Roma, la delusione il Napoli. La Juventus senza grossi acuti ha fatto quello che doveva fare, tenuto conto che dopo il 3-0 subito a Barcellona (ecco, magari lì ha giocato decisamente al di sotto delle sue possibilità) si poteva paventare anche un tracollo. Allegri dopo l’ultima vittoria in Grecia ha cercato di galvanizzare l’ambiente che sembra un po’ depresso. “Ragazzi, abbiamo perso due finali di Champions, mica abbiamo giocato col Collesalvetti!”. Non ha detto un paese a caso, Collesalvetti, che diede i natali al portiere rossoblù Moreno Tampucci, imbattuto nella storia del Cagliari visto che giocò due partite senza subire gol (una strepitosa a Foggia dove salvò lo 0-0 con una parata bellissima, l’ultima col Verona subentrando ad Albertosi), è un centro toscano vicino Pisa, ma stranamente in provincia di Livorno. Ed è curioso come la squadra locale, il Collevica, nata dalla fusione fra due società, sia allenata e presieduta proprio da Fabrizio Baldacci, vecchio compagno di Allegri nel Pisa. Il quale subito rintracciato da qualche giornalista alla ricerca della risposta piccata, si è fatto invece una gran risata, quasi compiaciuto che la sua squadra sia salita alla ribalta seppur per un motivo non esattamente esaltante. Che la Roma potesse qualificarsi prima davanti al Chelsea e mandare a casa l’Atletico Madrid finalista due volte negli ultimi anni, non lo avrebbe creduto neanche il più acceso dei tifosi giallorossi. La scelta di Di Francesco come successore di Spalletti sembrava la mossa di una società in ridimensionamento e invece il tecnico, che a Sassuolo aveva saputo centrare una qualificazione in Europa League ma che poi aveva un po’ deluso per via dei troppi gol subiti, ha saputo fare meglio del predecessore. Spalletti infatti in campo europeo nella sua seconda esperienza giallorossa aveva raccolto solo delusioni. Chi è andato decisamente sotto le aspettative è il Napoli, sempre sconfitto nelle tre trasferte di coppa, eliminato da uno Shakhtar che dopo la partenza di Lucescu non ha più fatto i grossi investimenti degli anni scorsi. Sotto il Vesuvio sono troppo distratti dal campionato, ma anche lì con il recentissimo sorpasso dell’Inter sono tutt’altro che al sicuro.

Nanni Boi

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