Prima l’incendio nell’impianto di depurazione. E ora le gomme squarciate a Franco Sechi, presidente del comitato Ambiente Planargia. E’ una guerra quella in corso a Magomadas sull’impianto di depurazione del paese dove vengono smaltiti fanghi dalla penisola. La puzza che fuoriesce dall’impianto disturba più di qualcuno in paese. Sechi stava collaborando con la Forestale che in questi giorni sta interrogando diversi cittadini.
“Esprimiamo massima solidarietà a Francesco Sechi”, dichiarano Bonifacio Angius e Leonardo Galleri di Geco srl, la società titolare dell’impianto di Magomadas, “due ruote squarciate con una lama a nostro avviso rappresentano un vero e proprio atto vandalico che condanniamo. Nessuna forma di violenza può essere tollerata e ci auguriamo che le Autorità presto trovino il colpevole o i colpevoli di tale gesto.
Il management e i lavoratori di GECO srl”, aggiungono, “purtroppo sanno bene cosa vuol dire subire un danno di questo genere; ricordiamo, infatti, il grave incendio doloso verificatosi appena qualche mese fa che ha coinvolto l’impianto di Magomadas e nel quale sono andati perduti due gruppi elettrogeni e tante altre apparecchiature, per un valore di diverse decine di migliaia di euro non risarcite da alcuna assicurazione. Nonostante le telecamere della Geco srl e quelle limitrofe non è stato ancora possibile individuare i colpevoli.
Il management e i lavoratori di GECO srl”, aggiungono, “purtroppo sanno bene cosa vuol dire subire un danno di questo genere; ricordiamo, infatti, il grave incendio doloso verificatosi appena qualche mese fa che ha coinvolto l’impianto di Magomadas e nel quale sono andati perduti due gruppi elettrogeni e tante altre apparecchiature, per un valore di diverse decine di migliaia di euro non risarcite da alcuna assicurazione. Nonostante le telecamere della Geco srl e quelle limitrofe non è stato ancora possibile individuare i colpevoli.
“Ribadiamo la nostra disponibilità a confronti e dibattiti con il territorio che ci ospita purché siano sempre svolti in assoluta correttezza e nel rispetto pieno e reciproco. Il nostro obiettivo è dialogare con la cittadinanza e collaborare con i Comuni limitrofi. Lavoriamo con le tecnologie più avanzate e possiamo rappresentare un caso di eccellenza in Sardegna. Il recupero di materia è uno dei principi fondamentali dell’economia circolare: i fanghi di depurazione, una volta trattati nel rispetto della legge, non sono più rifiuti in quanto trasformati in ammendante da utilizzare per rendere i nostri campi più fertili e quindi migliori le nostre colture”. – concludono Angius e Galleri.







