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Migranti e tratta delle donne in Sardegna: 500 mila euro per le vittime

by Redazione Cagliari Online
15 Dicembre 2017
in apertura3, Cronaca, sardegna
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Migranti e tratta delle donne in Sardegna: 500 mila euro per le vittime
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La Regione, insieme alla Congregazione Figlie della Carità, ha programmato interventi e attività per il contrasto alla tratta degli esseri umani, un fenomeno che anche in Sardegna ha assunto dimensioni gravi e preoccupanti alla luce dei recenti flussi migratori. Di questo tema si è discusso nel corso di un incontro che si è svolto a Cagliari, nella sede della Congregazione.

Il progetto della Regione. Con un finanziamento di 500mila euro, che rientra nell’avviso del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione e Congregazione realizzeranno una serie di azioni per assicurare tutela e protezione alle vittime, il loro inserimento in strutture protette e l’assistenza necessaria per affrontare una vita diversa, libera dai precedenti terribili vincoli. In via di rafforzamento le attività di primo contatto (Unità di strada, Sportello anti tratta, presenza agli sbarchi), gli interventi di sostegno educativo e psicologico, consulenza ed orientamento e l’intera rete di aiuto e supporto a chi ha subito le conseguenze di questa attività criminale.

Spanu. “È necessario favorire una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza dei cittadini sul tema del traffico di esseri umani e rafforzare la collaborazione e il dialogo tra gli enti ed associazioni che operano a vario titolo nel campo delle migrazioni e della lotta alla tratta. Stiamo già lavorando con buoni risultati insieme alla Congregazione delle Figlie della Carità, l’unico soggetto del territorio sardo iscritto nella sezione nazionale del registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore delle vittime della tratta”, sottolinea l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu.

Attività di sensibilizzazione. La Giunta ha inoltre destinato altre risorse (10mila euro per il 2017) per la realizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione, sempre in raccordo con la Congregazione. Si tratta delle azioni inserite nel Piano flussi migratori non programmati, strumento di pianificazione regionale, che dedica una intera sezione alla lotta alla tratta degli esseri umani. Sono previsti incontri nelle scuole e nelle università, percorsi formativi rivolti agli operatori che si occupano di immigrazione e la progettazione di percorsi di formazione pratica nelle imprese per i migranti vittime di tratta per favorire il processo di inclusione.

Un’attività criminale. La tratta di esseri umani, nota anche come trafficking, è un’attività criminale che rende vittime, ogni anno, migliaia di uomini, donne e bambini. Inizialmente maggiormente diffusa ai fini di sfruttamento sessuale, si è ormai ramificata in diverse tipologie e ciò rende molto più difficile identificare tale reato. Il trafficking è ora, infatti, praticato con anche diverse finalità: lo sfruttamento lavorativo, l’accattonaggio, i matrimoni forzati, il traffico illegale di organi, il compimento di attività illecite come il traffico di droga. I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente.

All’incontro sono intervenuti Vincenzo Castelli, esperto di politiche sociali, Tonia Cattari e Corinne Vigo che si sono soffermate sul progetto ‘Elen Joy’ per sostenere l’assistenza alle vittime della tratta, Silvana Tilocca, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Ats, Marco Basile, dirigente della Squadra Mobile della Questura e Marco Sechi, in rappresentanza della Regione Sardegna.

Tags: migrantitratta donne
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